WWE

WWE SmackDown: il venerdì sera più atteso

WWE SmackDown: il venerdì sera più atteso

SmackDown ha retto la concorrenza?

WWE Pubblicato in data 17/10/2021 da Mirko Favale

'Concorrenza' è un termine che in queste pagine abbiamo utilizzato spesso nelle ultime settimane, soprattutto dall'arrivo di Rampage al venerdì, sebbene l'orario di messa in onda del secondo show AEW in termini d'importanza non fosse mai coinciso con quello di SmackDown. La WWE dal canto suo, che a parole tramite i propri capoccia ostenta sicurezza nelle dichiarazioni pubbliche proprio su questa eventuale concorrenza, ha dimostrato di guardarsi comunque le spalle con una certa cautela, annunciando praticamente una puntata speciale dello show blu a settimane alterne, ogni volta con un pretesto diverso tra Madison Square Garden, Draft et similia. Questo weekend tuttavia è stato ancor più pepato dei precedenti e merita un'analisi accurata: lo scorso venerdì notte la contemporaneità è avvenuto. La concorrenza, stavolta è concreta.

 

Un minimo di contesto è d'obbligo prima di osservare quanto successo all'interno dello show: SmackDown ha subito questa settimana uno spostamento tra i canali di Fox, per quanto riguarda la tv americana, andando in onda su FS1, patendo dunque una reach decisamente minore rispetto alla rete ammiraglia del colosso statunitense. Con un numero già possibile di spettatori nettamente minore rispetto al solito dunque, ecco che gli ascolti effettivi sono stati solo di circa 200 000 unità superiori a quelle dello show di Khan e soci, che hanno approfittato della ghiotta occasione per trasmettere su youtube un preshow gratis per tutti in contemporanea alla prima parte di SmackDown, come eccessivo elemento di disturbo, oltretutto con Bryan Danielson vs Minoru Suzuki come match di cartello.

 

Fatte le dovute premesse e guardando allo show, tuttavia, possiamo affermare con assoluta sicurezza che la presenza incombente di una minaccia ha senz'altro rinvigorito SmackDown, regalando uno show divertente, in cui non si è lesinato lo Star Power con un paio di momenti assolutamente degni di nota.

 

Momenti tra cui il doppio promo di Edge prima e di Seth Rollins poi: se la loro faida è arrivata a Summerslam con qualche perplessità, stavolta la strada solcata è stata quantomai corretta. Finalmente un feud WWE in cui si percepisce vera tensione tra i due. Seth Rollins ha trascorso la prima parte del feud minacciando di rovinare la vita della Rated R Superstar portando a segno il Curb Stomp sul famigerato collo delicato di quest'ultimo, il quale tuttavia è tornato. La collisione finale 'spontanea' in un Hell in a Cell, rispetto alle solite stipulazione simili 'calendarizzate' rende l'idea di vera risoluzione finale, e sicuramente i due sono degli oratori in grado di restituire al pubblico questo tipo di sensazione. Ad onor del vero, ciò nonostante, bisogna ammettere che da questo punto di vista Edge sta mancando spesso di connessione col pubblico, e alcuni dei suoi promo sembra si rivolgano poco agli spettatori presenti nell'arena. Al contrario Rollins è ormai davvero un maestro nel manipolare le folle e nel portarle dove vuole lui, e il messaggio del suo promo è stato davvero interessante, giacchè ha parlato di come anch'egli ormai sia un veterano che ha disputato un gran numero di incontri nella gabbia infernale e dunque non tema per nessun motivo il suo arcinemico.

 

Puntata di SmackDown che finalmente ha ingrandito l'obiettivo sulla trama femminile principale, e lo ha fatto facendo una cosa semplice: dando spazio al materiale a disposizione facendo sì che questa faccia ciò che sa fare meglio. Becky Lynch e Sasha Banks hanno infatti disputato una buona contesa e finalmente è possibile un minimo comprendere meglio quali siano i ruoli all'interno di questo feud che coinvolge anche Bianca Belair. C'è da dire che non si può cancellare il recente passato e dunque rimane il modo discutibile con cui siamo arrivati a questo punto, ma fa piacere notare che si stia (forse) iniziando a correggere il tiro.

 

Di buone contese a dire il vero ce ne sono state diverse: una bella difesa titolata degli Usos sugli Street Profits in un divertente Street Fight Match e la vittoria di Finn Balor su Sami Zayn, con il primo che è il primo finalista del King of the Ring. C'è grossa possibilità che lo scopo del torneo sia stato proprio quello di regalare un minimo di spotlight sul lottatore irlandese, che dal suo ritorno ha avuto come grosso scivolone solo lo sciagurato finale di match per il titolo di Extreme Rules contro Roman Reigns. Da segnalare invece nel torneo femminile la vittoria di Zelina Vega su Carmella e nel resto della puntata il proseguimento della faida tra Naomi e Sonya Deville, con quest'ultima che ha aggirato il suo ritorno sul ring chiamando Shayna Baszler come proprio braccio armato.

 

Si parlava precedentemente di Star Power, e non si può parlarne senza giungere alla firma del contratto tra Roman Reigns e Brock Lesnar: breve, ma che fa il suo dovere. Lesnar è un uomo molto intelligente, che conosce il business, ma soprattutto che conosce i propri limiti, e privo di Paul Heyman non fa più di quello che è nelle sue corde con il microfono alla mano. Utilizza dunque sempre lo stesso sotterfugio per rispondere per le rime al Tribal Chief che lo ha schernito per aver firmato il contratto senza averlo letto. La Beast Incarnate infatti, ha ancora una volta ripetuto di averne preso visione precedentemente grazie all'aiuto del proprio avvocato Paul Heyman, ancora una volta ago della bilancia.

 

Insomma, è stato un weekend atteso con ansia, che ha ripagato offrendo qualcosa di succulento. Un weekend che ha dimostrato che il monopolio non fa bene al prodotto wrestling. Il quesito da porsi però rimane incombente sulle nostre teste: è stata una tantum o il panorama sta cambiando?



Fight Planet Italia

WWE Pubblicato in data 27/11/2021

Smackdown: Black Friday scadente

Post-Survivor Series molto povero per Smackdown

Il trionfo quasi assoluto di RAW su Smackdown in quel di Survivor Series si fa risentire nelle puntate di questa settimana, e se nello show del lunedì sera si è visto qualcosa di tutto sommato gradevole, non si può dire lo stesso del brand in azzurro. Non basta la vittoria di Roman Reigns su Big E per dare al venerdì sera il lustro che merita e di cui ha bisogno, il Tribal Chief ha dimostrato di saper portare avanti Smackdown solamente con l'aiuto della Bloodline, ma non basta più. Il ritorno di Brock Lesnar per la prossima settimana è sicuramente un inizio, se non lo consideriamo uno scenario visto e rivisto, che magari a ruoli invertiti ha ancora qualcosa da dire, ma non dispiacerebbe vedere del nuovo.

 

I primi accenni della rivalità in nascita tra Charlotte Flair e Toni Storm sembrano promettere bene, grazie anche alla pluricitata bruciante sconfitta della campionessa di Smackdown contro Becky Lynch.

 

Ritorno di fiamma tra Sheamus e Cesaro: gli ex alleati si ritrovano ora ai lati opposti del ring, e se da un lato serve disperatamente un team come The Bar, dall'altro abbiamo visto più volte di cosa sono in grado di fare i due sul quadrato. Il primo tassello è il debutto di Ridge Holland, che perde per un soffio contro l'elvetico.

 

Il resto della puntata scorre con un ritmo abbastanza blando, complice anche il Thanksgiving americano che sicuramente ha determinato una narrazione degli eventi più lenta e scialba: per onore di cronaca, Angel sconfigge Rick Boogs e Naomi/Banks trionfano su Natalya/Baszler. 

 

In chiusura, Sami Zayn diventa il primo sfidante al titolo Universale vincendo una battle royal alla quale ha partecipato anche mia zia, ma non Drew McIntyre: non c'è trucco e non c'è inganno, quanto è vero che Lesnar gli soffierà via la title shot in qualche modo. 


Fight Planet Italia

WWE Pubblicato in data 24/11/2021

WWE RAW: Omelette di Cleopatra

Analisi di Monday Night Raw

Per fare una frittata bisogna rompere un uovo! Nessun detto potrebbe rappresentare al meglio l’episodio di questa settimana di Monday Night Raw che, lasciato lo scontro tra brand alle spalle, può concentrarsi sulle dinamiche principali dello show e sul riprendere una dinamica vista nelle Series: l’arrivo dell’uovo di Cleopatra in casa WWE posseduto, ovviamnete, da Vince McMahon!

 

Citando quest’ultima , va riconosciuto come questo espediente per pubblicizzare la serie che vede Dwayne “The Rock” Johnson come coprotagonista (Red Notice) sia segno di come la WWE abbia imparato dell’errore fatto a Wrestlemania Backlash, dove inscenò il discusso Lumberjack match con gli zombi per promuovere il film “Army of the death” con Batista. In questa puntata, l’artefatto serve per far partire una caccia al ladro che termina in una maniera sì anti climatica, ma che conferisce una title shot al responsabile: Austin Theory. Il rimando alla scelta di Pearce di aggiuncere Theory al team di Raw per un motivo di stile e la ricompensa di una title shot nella serata per aver rubato l’uovo visto come gesto di “coraggio” aiuta Austin a farsi vedere come raccomandato e quindi a risultare meno anonimo rispetto al suo primo stint a Raw. Anche nel main event l’ex NXT sul ring non sfigura regalando una solida prestazione. 

 

Interessante la situazione legata al titolo massimo da Big E, vittorioso contro lo sfidante Austin Theory, grazie anche al mancato intervento di Seth Rollins grazie a Kevin Owens, che si guadagna l’odio del visionario. Uno scenario sembra essere destinato ad un futuro scontro a tre. Un peccato perché potrebbe significare l’uscita di scena di uno dei due anticipatamente da eventuali rematch, anche se solo il tempo può dirlo. Parlando di tempo non si può che redarguire la gestione dell’angle tra Seth e Finn Balor, che subisce l’attacco iracondo del visionario arrivando a colpirlo due volte con lo stomp. Un trattamento che non accresce lo status di Rollins e che va solo a diminuire quello di Balor che, da quando è tornato nel main roster, non è riuscito ad avere un seguito. La speranza è che questo squash serve per giustificare un eventuale assenza o infortunio altrimenti sarebbe un sarebbe un sacrificio troppo grande da giustificare.

 

Colpo di scena invece nella categoria di coppia femminile dove Queen Zelina e Carmella riesco a strappare le cinture alle campionesse Rhea Ripley e Nikki A.S.H. . Un cambio di titolo che è sorprende nella rapidità con cui è arrivato, ma che non stupisce visto l’intento di far passare Nikki come l’anello debole della coppia, evidenziato dal fatto che sia stata proprio la superiora a subire lo schienamento decisivo, e che potrebbe creare delle spaccature tra lei e Rhea, che potrebbero accentuarsi anche in vista di un rematch per i titoli. Sta di fatto che il regno dell’australiana e della scozzese non ha mai vantato momenti memorabili e risultava più un tentativo di far apprezzare Rhea da parte del pubblico ancora dubbiosa vista la sua rapida ascesa e discesa nella categoria.

 

Situazione di stallo nella categoria singola femminile dove il feud principale cerca di risultare imprevedibile ma fallisce a priori: può solo che essere elogiato il ruolo da baby face di Liv Morgan ma purtroppo la sua gestione singhiozzante non la rendono una minaccia per il titolo di Becky Lynch dopo aver ottenuto una nuova vittoria su Charlotte Flair. Nei confronti parlati Liv sta avendo sempre l’ultima parola, ma il fattore che aiuterebbe e non di poco il suo status sarebbe qualche prestazione sul ring.

 

Situazione buia per la famiglia Mysterio che perde, nonostante il vantaggio numerico, contro Bobby Lashley. Vottoria, non scontata in una fase della contesa, per All Mighty ma che si aggiunge al lungo serie di risultati negativi per Rey e figlio e che fanno sperare in un doveroso cambio di rotta: lo scontro padre figlio è stato spesso messo fuori discussione da parte dei due, ma lo split tra Rey e Dominik deve avvenire per dare al figlio del folletto di San Diego il suo momento che, ad ora, ha sempre condiviso con il padre.

 

Tirando le somme possiamo definire la puntata di Raw riuscita a metà: se da una parte abbiamo uno show che diverte con i segmenti iniziali tra Riddle e Randy Orton e il match a seguire, un narrazione interessante intorno al titolo massimo ed il cambio di titoli di coppia femminili, dall’altra abbiamo uno show lento e che non prende lo spettatore con momenti senza senso o poco chiari. Il lottato è degno di una puntata settimanale, salvo alcuni momenti di pathos, come nello scontro tra i Mysterio e Lashley, anche se non si può perdonare il mancato scontro tra Seth Rollins e Finn Balor quando poteva essere messo al posto del match per il titolo 24/7.

Un peccato perchè la frittata è diventata omelette.


Fight Planet Italia

WWE Pubblicato in data 22/11/2021

WWE SURVIVOR SERIES 2021

Analisi Pay-per-View

Survivor Series è il secondo show più longevo della WWE ed entra di diritto nei Big Four della federazione. Per anni ci ha regalato momenti emozionanti ed iconici, ma quest'anno, nonostante una buona card ed ottimi incontri, non possiamo che avere un velo di amarezza.

 

Gli incontri, di per sé, sono stati davvero gradevoli, a parte qualche eccezione di cui potevamo serenamente fare a meno, ma che in un modo o nell'altro serve a mantenere la continuità di quanto proposto negli show settimanali, diventando quindi un male necessario.

 

L'opener che vede contrapposte Charlotte Flair e Becky Lynch è un match spettacolare e ben fatto, che esalta le ottime capacità in ring delle due. Charlotte prova con tutte le sue energie ed i suoi trucchi a portarsi a casa la vittoria, ma è l'irlandese che, con un gesto di furbizia, si aggiudica la contesa. Entrambe ne escono bene, senza minare la loro credibilità ma anzi rafforzandole ancora di più come campionesse meritevoli, soprattutto dopo l'ottimo incontro disputato. Le loro avversarie nei rispettivi show dovranno guardarsi bene dal sottovalutarle.

 

Bello anche il match fra gli Usos e gli RK-Bro, che si configura con le stesse modalità di cui sopra: nessuno dei due team ne esce indebolito, al termine di una contesa esaltante che vede i Campioni di Coppia di RAW portarsi a casa la vittoria, seppur a fatica. Randy Orton dimostra ancora di essere l'anello forte della squadra, soprattutto grazie alla sua conclamata esperienza nel quadrato, che aggiunge valore al lottato. Gli Usos sono perfetti nella loro alchimia e si dimostrano campioni davvero difficili da insediare, soprattutto a SmackDown dove la categoria di coppia appare deboluccia e probabili (e credibili) avversari risultano assenti.

 

Il Main Event, che vede contrapposti Big E e Roman Reigns, mi è sembrato fin troppo esagerato, soprattutto nella incredibile resistenza del Campione di RAW, che resiste stoicamente a più finisher del rivale. Una scelta che, in parte, mina lo strapotere del Samoano e che ne indebolisce la capacità di concludere gli incontri con le sue mosse finali. Nonostante la vittoria, Reigns ne esce più ridimensionato ed i continui riferimenti a The Rock, di cui è stato celebrato il 25esimo anniversario dal suo debutto, fanno presagire un suo ritorno nello show blu, proprio contro il Capo Tribù.

Big E, dal canto suo, esce dal match rafforzato in modo quasi grottesco, come una sorta di supereroe che non crolla di fronte alle offese del nemico, le quali sono state più volte decisive con rivali ben più forti di lui. Non so quanto questo possa fare bene al suo regno da Campione, ma se la WWE ha voluto investire in lui, deve mantenere la barra a dritta ancora per un po' se non vuole farlo passare come un mediocre campione di transizione.

 

I tradizionali Survivor Match sono gradevoli, ma meritano una riflessione a monte: o si costituisce una seria rivalità fra i due rosters o perdono di importanza, fino al punto di diventare un obbligo dello show piuttosto che un cardine dello stesso. Quello maschile è deboluccio, utile solo a mettere in luce il tradimento di Kevin Owens, che si fa contare fuori ad inizio match e non prende parte alla contesa, aumentando l'odio nei suoi confronti da parte dei membri del suo team, ed alcuni nomi di seconda fascia, fra cui Finn Balòr e Jeff Hardy, protagonisti indiscussi del match. Vince il team RAW, con Seth Rollins come ultimo sopravvissuto, che schiena il Charismatic Enigma al termine di un bella fase finale fra i due. Sicuramente l'Architetto avrà un ruolo primario nello show rosso e la sua vittoria ne esalterà ancora di più lo Star Power, ma ne aveva effettivamente bisogno? Dall'altro lato vedere Hardy sopravvivere a nomi più altisonanti della sua squadra come Drew McIntyre o Xavier Woods fa intendere come il Roster Blu non ha ancora ben chiaro cosa fare con i suoi atleti di punta.

 

Stesso discorso per il match ad eliminazione femminile, che vede Bianca Belair trionfare la contesa recuperando uno svantaggioso 4 contro 1. Anche in questo caso il trionfo della EST of WWE appare fin troppo esaltante, mentre le atlete del roster blu, incapaci di sfruttare a loro vantaggio la situazione, ne escono indebolite. Il finale, poi, che vede Shotzi come ultima portabandiera di SmackDown al posto di Shayna Baszler o Sasha Banks, è un chiaro segnale dello stato di malessere del settore Femminile del venerdì sera, che ancora non ha trovato un nome forte su cui puntare oltre la campionessa.

 

Stendiamo un pietoso velo sulla Battle Royal a 25 uomini, sponsorizzata da Pizza Hut, che ha visto trionfare Omos. Gettone di presenza per tutti ed inutile tempo perso, che non regala nulla a nessuno, se non qualche soldo alla compagnia grazie al franchise di pizza.

 

In generale, Survivor Series è andato via liscio, fin troppo per quello che dovrebbe essere un punto fondamentale dell'anno in vista del prossimo step, la Royal Rumble. Senza la giusta dose di rivalità fra i due rosters, organizzare uno scontro fra i due appare inutile ed i match ad eliminazione una tradizione da sopportare, ma nulla più. Resta più alto l'interesse verso gli show settimanali che per il Pay-per-View, modalità con cui la WWE ci sta abituando da anni a questa parte.