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WWE SmackDown: Fase di stallo

WWE SmackDown: Fase di stallo

i feud a SmackDown sono in pratica sospesi: che succede

WWE Pubblicato in data 06/06/2021 da Mirko Favale

E' chiaramente un periodo di transizione per SmackDown, utilizzato tuttavia in modo saggio: non ci sono evidenti avversari per Roman Reigns, avendoli quest'ultimo praticamente sconfitti tutti, e con Cesaro che sembra ancora avviato verso la resa dei conti contro Seth Rollins. Ecco dunque che lo stallo viene saggiamente impiegato per concentrarsi ancor di più sulle trame interne alla Tribù, con Jimmy Uso che ancora non ha riconosciuto Roman Reigns come suo capo tavola.

 

E in generale gli Usos sono stati protagonisti dell'ultimo episodio dello show blu, affrontando i Mysterio in ben due occasioni senza uscirne vincitori in nessuna dei due. Addirittura nel main event Reigns ci si è messo di mezzo. Incredibile come la situazione attorno ai titoli di coppia sia tornata di nuovo magicamente interessante, e il merito sia tutto di Roman Reigns, anche perchè i Mysterio siano sempre lì e anonimi: scambiandoli con chiunque altro all'interno del roster il risultato non cambia.

 

Fase di stallo che coglie però un po' tutto lo show, dando idea questa settimana di show assolutamente non imperdibile: ce ne accorgiamo anche dal match per il titolo Intercontinentale tra Apollo Crews e Kevin Owens, con il primo ancora campione e Commander Azeez sempre protagonista, soprattutto con una aggressione di backstage ai danni proprio dello sfidante. Crews sta consolidando la propria posizione, ma ad ora mancano le faide davvero interessanti, che è ciò che generalmente dovrebbe elevare una gimmick così marcata. I temi da poter utilizzare per una rivalità incentrata sulla sua gimmick sarebbero molteplici, sebbene sia potenzialmente una mossa rischiosa, come tuttavia è già creare nel 2021 un personaggio di questo tipo. Una volta nel ballo bisogna ballare.

 

Poco da segnalare per il resto, se non un match tra Carmella e Liv Morgan vinto dalla prima, un promo di Bianca Belair interrotto da un criptico mind game di Bayley e un match tra King Corbin e Nakamura, vinto dal primo. SmackDown sta riacciuffando le proprie fila, cercando di rimettere tutto in ordine per resettare le proprie faide: il roster però ad ora pare un po' esiguo, e non è chiaro come si possano mescolare le carte in tavola. Superstar Shake Up? Potrebbe essere una soluzione, oltre che un bisogno.



Fight Planet Italia

WWE Pubblicato in data 02/08/2021

WWE SmackDown: Quanti Boss in un episodio

Svolta per lo Universal Championship.

Uno SmackDown dal sapore agrodolce. Per il quale v’è sì il grande ritorno di Sasha Banks, ma che per le implicazioni dello Universal Title Match in chiave SummerSlam, ci lascia l’amaro in bocca. Non tanto per la decisione finale, ma per come ci si è arrivati.

 

Prima vediamo le cose “minori”. Reginald, diventato ora Reggie, difende con successo il 24/7 Championship contro Chad Gable, per squalifica, dopo che viene colpito da Otis. Che dire, il riempitivo di cui non sentiremmo eventualmente la mancanza. Pensare che Otis & Gable con un po’ di fantasia in più, sarebbero un bel tag team da provare seriamente.

 

Mentre in un classico ti rendo pan per focaccia match, Rey Mysterio sconfigge Jimmy Uso con l’aiuto scorretto del figlio Dominik. Riuscirà la coppia padre-figlio a riappropriarsi dei titoli? Credo proprio di sì, e con il pubblico presente sarà sicuramente una cosa più emozionante.

 

Come lo è stato a tratti l’incontro a squadre che ha visto Big E, Cesaro e Nakamura trionfare su Apollo Crews, Dolph Ziggler & Robert Roode. Rick Boogs decisivo con i suoi riff, dà l’assist al King che schiena l’Intercontinetal Champion a seguito della Kinshasa. Ed è quindi giusto pensare che, in vista di Summerslam, proprio il King Of Strong Style, ora anche King of WWE, dopo questo pin sia il prescelto per affrontare Crews per il titolo in ppv. Di sicuro sarebbe una bella rivalità tra uno dei più odiati e uno dei più adorati in questo momento, direi l’ideale per la cintura intercontinentale.

 

È quasi impossibile sbagliare quando ci si affida a due come Seth Rollins e Edge, che da settimane oramai hanno cominciato il loro feud, trascinandoci dentro in maniera definitiva a Money In The Bank, in un vortice di psicologia che non lascia affatto delusi. La Rated R Superstar sta per salire sul ring, quando alle spalle il vile Rollins lo attacca e chiude questo segmento colpendolo con una telecamera al volto. Ti piace vincere facile eh WWE? Rivalità dal successo garantito proprio perché parliamo di pro-wrestlers di altissimo livello, che sanno lavorarsi il pubblico con una naturalezza disumana.

 

E ora andiamo a sciorinare la spiegazione del titolo, soffermandoci all’etimologia della parola Boss nel suo intercalare soprattutto videoludico. Il boss nei videogiochi è il cattivo più cattivo di tutti, quell’ultimo ostacolo che mette una linea tra il videogiocatore e la gloria di passare un livello (il boss dei livelli, che parte dal più facile) o dell’agognata gloria finale, quando finalmente finisci tutti i livelli ed è l’apoteosi. Ma restiamo nell’associazione più semplice e banale che si dà alla parola boss, restiamo dunque sul cattivo.

 

John Cena e Baron Corbin cattivi lo sono molto in questo episodio. Il primo si cura poco del momento brutto che sta passando il secondo, che a dire il vero però lo insulta, e gli rifila dunque una bella AA a inizio show. Poi la cosa segue quando, alla firma del contratto tra Roman Reigns e Finn Bálor, Corbin attacca l’irlandese e tenta di apporre la sua firma sul contratto dello Universal Championship Match. Arriva Cena e, tolto Corbin dalle scatole, firma sancendo così il match che da Money In The Bank tutti ci aspettavamo. Sarà dunque Reigns vs. Cena a Summerslam. Ed è ufficiale nonostante Paul Heyman cerchi di far cambiare idea a Adam Pearce e Sonya Deville. Quello che mi chiedo è, ma c’era bisogno di fare tutta questa inutile pantomima con Bálor? Non si poteva mettere semplicemente in rivalità con Corbin e stop? Sarebbe stato, e lo è, un feud riempitivo superfluo e dimenticabile. Come questa scelta narrativa che dà a Cena la palma d’imbroglione piagnucolone che approfitta delle sfighe altrui, a Bálor la conseguente nomea di solito povero sfigato e a Reigns quella del cagasotto intimorito da uno che non lotta da mesi e mesi. L’unico a mantenere intatta la sua credibilità attuale e forse a uscirne meno peggio da ciò è proprio Baron Corbin, che paradossalmente ne esce in maniera ottimale continuando a essere più che credibile come super disperato disposto davvero a tutto.

 

Ma Boss per noi del wrestling è sinonimo con un solo nome, Sasha Banks. Che fa ritorno (non si vedeva da WrestleMania) a SmackDown (che pop per lei) per salvare Bianca Belair da Carmella e Zelina Vega. Le quattro poi sono impegnate in un tag team match nel Main Event, dove sono Banks & Belair a vincere per la gioia del pubblico, che dura però poco. Infatti la Legit Boss (apparentemente tornata da face) durante le celebrazioni della vittoria, colpisce la SmackDown Women’s Champion con la Bank Statement chiarendo come la sconfitta patita nel Main Event del Grandaddy Of Them All, non è stata per niente digerita.

 

Ci si chiedeva in vista di Summerslam chi poteva sfidare la EST of WWE, Sasha Banks è forse la scelta definitiva. Che, personalmente, trovo giusta se l’intenzione è quella di voler mettere il loro feud su un livello di all time top feuds, che quindi in maniera naturale merita giocoforza di passare, dopo che hanno fatto un Main Event a WrestleMania e vinto anche un ESPY Award (e dunque puntando anche magari un po’ sulla spinta mediatica) per la categoria dedicata alla WWE, da un altro dei Big 4 storici della federazione.

 

Anche per oggi è tutto. Alla prossima.


Fight Planet Italia

WWE Pubblicato in data 23/07/2021

SMACKDOWN: The Champ, The Prince o The Chief?

Il ritorno del pubblico ha portato tanta carne al fuoco

Il ritorno di John Cena ha smosso quegli equilibri creati nell'era del Thunderdome, in particolar modo andando a ledere l'immagine di un certo campione universale: il bostoniano ha ufficialmente lanciato il guanto di sfida nella puntata di RAW, reiterando la cosa in apertura di puntata anche a Smackdown. Dapprima ha avuto un breve confronto con Paul Heyman, che si è limitato a fargli il verso, mentre in chiusura è stato proprio il Tribal Chief a esprimersi: John Cena vs Roman Reigns a Summerslam non s'ha da fare.

 

Ma niente paura: sappiamo tutti che questo mega-match si farà, in fondo. Nel frattempo, si presenta al cospetto di Reigns nientemeno che Finn Balor, fresco dallo stint di NXT e ripartito alla grande con una vittoria contro Sami Zayn. L'irlandese si propone come prossimo sfidante del campione universale, il quale a sorpresa di tutti accetta la sfida.

 

Direttamente da NXT, arriva anche Toni Storm in quel di Smackdown, presentandosi con un trionfo schiacciante ai danni di Zelina Vega: a quanto la quotiamo campionessa femminile entro la fine dell'anno?

 

Bisognerebbe chiederlo all'attuale detentrice, che ancora una volta si conferma tale sconfiggendo Carmella, direttamente dal Rolling Loud Festival di Miami, sede della contesa femminile e di un incontro tra Angelo Dawkins e Chad Gable, conclusosi con la vittoria del membro degli Street Profits. 

 

In apertura abbiamo parlato del ritorno di John Cena e della sfida lanciata a Roman Reigns, ma in quel di Summerslam con ogni probabilità avremo un altro attesissimo scontro: in più di un'occasione Edge e Seth Rollins non se le sono mandate a dire, già dal lontano 2014: dopo l'intervento del messia nel main event di Money in the Bank, la proverbiale goccia ha traboccato il vaso, ed ora non ce n'è per nessuno. Con la rissa di stasera Edge ha mandato un chiaro messaggio a Rollins: a Las Vegas sarà guerra.


Fight Planet Italia

WWE Pubblicato in data 21/07/2021

WWE RAW: John Cena e la sterzata decisiva

Colpi di scena e ritorni. Più alti che bassi a RAW.

Monday Night RAW finalmente esce fuori dalla monotonia, dando seguito a quanto di buono era stato fatto nella notte di Money In The Bank, e ci regala una puntata ricca di copi di scena. Il ritorno di John Cena, la Open Challenge di Bobby Lashley, il Main Event con il re-match tra Rhea Ripley e Charlotte Flair. E tanto altro ancora. La sterzata decisiva, nonostante qualche scelta non del tutto convincente, che serviva allo show rosso per mettersi in carreggiata alla grande verso SummerSlam.

 

Il solo promo iniziale di John Cena concentrato in pochi minuti, vale più di buona parte delle ore spese a guardare RAW in questi mesi. Come infiamma le folle lui, non ve n’è, e già la sfida contro Roman Reigns (che chiama anche str***o in diretta) per SummerSlam acquista i contorni del Main Event di cartello per eccellenza. D’altronde se deve superare il record di Ric Flair, non c’è modo migliore di farlo sconfiggendo l’odiatissimo Head Of The Table in una cornice così importante, narrativamente ci sta tutta come soluzione.

 

Così come dare a Riddle un momento molto divertente nel quale, proprio con Cena, i due si scambiano una serie di Bro da morir dal ridere. Original Bro che è impegnato nella sfida dove fa squadra con i Viking Raiders (Erik & Ivar) per sfidare John Morrison, AJ Styles & Omos. Match piacevole che i primi vincono confermando così lo status dei Viking Raiders come sfidanti ai titoli di coppia.

 

Positivo il responso della folla anche per il Symphony of Destruction Match tra Elias e Jaxon Ryker. Che forse è l’esempio più limpido della differenza che fa avere o meno il pubblico. Rivalità che sinceramente tra le mura del Thunderdome è sempre sembrata abbastanza sconclusionata e forzata allo stremo. Ma che, sicuramente anche per via della stipulazione senza squalifiche, a questo giro ha trovato il suo perché. La vittoria di Ryker può far pensare a una sua crescita nell’economia del brand.

 

Drew McIntyre picchia a sediate uno dei due scagnozzi di Jinder Mahal, peccato perché con il ritorno del pubblico continuo a pensare, meriti di più.
Mentre anche questa settimana il segmento di Alexa Bliss (e Lilly) con Eva Marie & Doudrop risulta piacevole e dimostra che la compagnia ha trovato il modo giusto di dare spazio alla Evalution senza per ora scombinare i piani della divisione femminile. Potrebbe essere sicuro interessante un bel cinematic match tra le due, e sinceramente me lo auguro.

 

Purtroppo forse la nota più stonata della serata arriva dal match di coppia, l’ennesimo inoltre, tra Tamina & Natalya contro Shayna Baszler & Nia Jax. Con queste ultime che perdono per colpa di Reginald (ancora) che però stavolta viene colpito da Jax dopo le lamentele della partner. Con le cinture che continuano a sembrare solo ammennicoli di supplemento, mentre ci si vuol concentrare su altre cose inutili. Come la vittoria del 24/7 Championship di Reginald su Akira Tozawa. Che senso ha?

 

Più sofferta la vittoria di Sheamus, che deve sudare per sconfiggere Humberto Carrillo e negargli così la possibilità di poterlo sfidare per lo US Championship. Chiusa questa fase, dovrebbe essere Damian Priest il prossimo feud del Celtic Warrior, il quale sarà fondamentale per elevare maggiormente l’ex atleta di NXT.

 

La Open Challenge di Bobby Lashley è stata un vero successo. Un momento che forse è quello che ha fatto discutere di più. A rispondere a sorpresa è Keith Lee che non appariva a RAW da gennaio. Match classico tra due super big men, una vittoria di Lee sarebbe stata spettacolare ma no, niente. Lashley si conferma Campione sfoderando il meglio del suo repertorio, chiudendo con la Spear. Che non cito a caso, in quanto a fine match, per la gioia del pubblico che esplode in un boato, è Goldberg ad andare faccia a faccia con l’All Mighty dicendo l’oramai classico “I’m Next!” che ci porta così ad avere anche l’altro match titolato di SummerSlam.

 

Personalmente la scelta di Da Man non mi piace, non la condivido e penso che la federazione debba riuscire a costruire meglio le Superstars a disposizione. Ma l’altra grande considerazione da fare è che, piaccia o meno, i fan americani soprattutto, impazziscono all’idea di rivedere il buon vecchio Bill in azione. La compagnia dunque fa la scelta che risulta per loro vincente, specie a livello mass mediatico e economico. E forse non è neanche sbagliato chiedersi perché si continuano a volere lottatori non più nel fiore degli anni, anche dopo che hanno fatto quasi sempre prove non all’altezza dei giorni che furono. A questo punto FORZA LASHLEY!

 

L’annuncio durante l’episodio del debutto di Karrion Kross aveva creato hype. La sfida con Jeff Hardy lo aveva aumentato. Il finale ci ha ammosciato tutti credo. Questo il sunto. Hardy torna con la vecchia theme per la gioia di molti. E vince scorrettamente appoggiandosi alle corde, da face, boh. Ma quindi Kross imbattuto in singolo a NXT da un anno perde così, facendosi intortare come una schiappa qualunque? Va beh che la faida continua. Però, bah. Senza Scarlett poi non è Kross, diciamolo. Davvero per me vale il discorso di non vedere NXT come un qualcosa legato realmente alla WWE, ma più come se fosse un’altra federazione. Assurdo vero? Ma è ciò che poi la stessa WWE “suggerisce” quando stravolge chiunque arrivi a RAW o a SmackDown dal Black&Gold Brand.

 

Il Main Event invece mi è piaciuto parecchio. Dalla sua costruzione arrivata nel mezzo della puntata, al match in cui Rhea Ripley e Charlotte Flair hanno deliziato con una psicologia narrativa molto riuscita. Dove la Campionessa, stanca di vedere la rivale non soccombere, alla fine la colpisce con il titolo che così mantiene pur perdendo l’incontro per squalifica. Ripley non ci sta e la colpisce con la Riptide, arriva Nikki A.S.H. che incassa il contratto del Money In The Bank e si laurea Nuova RAW Women’s Champion dopo una crossbody dalla terza corda. Il pubblico esulta e personalmente anche io, abbiamo detto spesso che c’era bisogno di aria nuova, con Ripley abbiamo avuto un primo assaggio della “nuova generazione”.

 

Con Nikki e il suo incasso si dà seguito a ciò, inoltre lo si fa contro Charlotte Flair, il che acquista un significato che ha un valore che si moltiplica. Ora è da vedere come sarà gestita, se riusciranno a fare di lei una campionessa credibile e come reagirà il pubblico di volta in volta al suo personaggio fuori dagli schemi canonici. Però a mio avviso è una scelta sacrosanta.

 

Un RAW che si libera dall’impasse a cui ci aveva abituati, pur con qualche scelta discutibile. Ma finalmente sembrano essere più le cose buone di quelle negative. Speriamo bene.

 

Anche per oggi è tutto. Alla prossima.