WWE

WWE RAW: il pubblico come ancora di salvezza

WWE RAW: il pubblico come ancora di salvezza

I fan sugli spalti sembrano dare una marcia in più

WWE Pubblicato in data 03/08/2021 da Mirko Favale

Il lunghissimo periodo contraddistinto dal Covid ci ha fatto mancare un particolare fondamentale nell'assistere ad uno show di wrestling: l'apporto del pubblico. Gli spalti pieni infatti cambiano nettamente la percezione che lo spettatore a casa ha di un episodio, anche se si tratta del mare di mediocrità che affoga Raw da tempi ormai immemori.

 

Perchè bisogna ammetterlo: il cheer o il boo della massa rende più digeribile e quasi gradevole quando visto la scorsa notte, pur con la consapevolezza a mente fredda che Raw annaspi ancora nei suoi soliti difetti: un numero spropositato di match e segmenti inutili o allungati oltremodo per stare sui tempi, come Mace e T-Bar vincenti su Mansoor e Ali o tutto ciò che riguarda Eva Marie compresa la domanda che sarà sorta a tutti: un anno di baccano attorto ad Alexa Bliss e poi bastava colpirla alle spalle? Ah già, il tutto è stato seguito dalla possessione di Lily. Davvero creepy, ma occhio a non tirare troppo la corda caro Creative della WWE, che poi finite le idee e licenziate gente come Bray Wyatt.

 

Come sempre a Raw il minutaggio inutile si spreca: Damien Priest, vincitore insieme a Ricochet contro Sheamus e John Morrison ha precedentemente battuto lo stesso Morrison, dopo aver fatto un dolorosissimo gavettone a The Miz durante Miz TV, Omos ha sconfitto Riddle, Rhea Ripley ha fatto carne da macello di Nia Jax, orfana a metà match di Shayna Baszler, Reginald AKA Reggie ha tenuto il suo ormai consueto show circense con il titolo 24/7 attorno alla vita e Karrion Kross ha proseguito la spirale di procrastinazione legata al suo personaggio perdendo contro Keith Lee, che magari necessitava della vittoria pulita ma che ci fornisce un'aspra verità riguardo NXT: l'autunno del 2019 ha visto lo show giallo alla ribalta sui brand del main roster a Survivor Series esclusivamente per lanciarne la trasmissione su USA Network; ora sono passati due anni e la compagnia si sta proponendo di ridimensionarlo agli occhi dei fan, che per loro esigenza devono tornare a percepirlo come qualcosa di propedeutico e non paragonabile ai due prodotti di bandiera. Certo, Kross ad ora a Raw è ne' più ne' meno che un placeholder: se al suo posto ci fosse un jobber qualsiasi cambierebbe ben poco.

 

Tutto ciò che è conseguito nel corso dell'episodio ci permette di tornare a discutere sull'apporto del pubblico agli show. Per prima cosa, i primi due segmenti di puntata ci regalano un altro spunto importante e probabilmente sottovalutato dai più: quantomeno agli show WWE, il pubblico si è ripresentato alle arene completamente resettato da qualsivoglia logica internettiana: si è tornati a incitare il buono e fischiare il cattivo senza sovrastrutture varie e in un modo che in WWE non si vedeva da molti anni, tanto da notare reazione plateale dai seggiolini per un feud insipido quale quello tra Drew McIntyre e Jinder Mahal e addirittura sentire dei chiari boati di disapprovazione per Bobby Lashley in contrapposizione addirittura con le reazioni positive per Goldberg, che sarebbero state un vero e proprio miraggio in epoca pre Covid, persino in una piazza da sempre considerata ostica come Chicago. Sicuramente questo è un interessante effetto post pandemia, probabilmente dovuto all'assenza totale di wrestling di fronte a un pubblico, che dunque è tornato a godersi il prodotto wrestling in maniera più basilare.

 

Pubblico senza il quale forse nemmeno si sarebbe mai avuto un main event come quello a cui abbiamo assistito e la cui mattatrice assoluta è stata Charlotte Flair. Seriamente: quanto la presenza della folla mette in risalto le sue doti? Sempre criticata, sempre osteggiata sul web, la Queen ha praticamente tenuto in mano mezzo show, polarizzando l'attenzione dapprima con un promo meraviglioso (sempre più scuola Ric, con alcuni momenti tanto deliranti quanto d'intrattenimento), poi con un match con l'unico obiettivo (pienamente centrato) di mandare over Nikki ASH. Il lavoro di Charlotte in funzione dell'attuale campionessa è sembrato palese e efficace e conferma ancora una volta quando la figlia del Nature Boy possa considerarsi una delle migliori performer di sempre in WWE, e oltretutto l'ex Cross sembra funzionare nonostante lo scetticismo comune: probabilmente un personaggio così colorato e cartoonesco è perfetto in una fase in cui come commentavamo pocanzi il pubblico nelle arene si sta mostrando meno smaliziato, e non c'è dubbio che quando in un futuro Nikki dismetterà i panni della supereroina la percezione nei suoi confronti sarà completamente diversa.

 

Dunque Raw si sta giocando la carta del pubblico nelle arene per sembrare meno stantio, con risultati altalenanti: quanto durerà?



Fight Planet Italia

WWE Pubblicato in data 19/09/2021

WWE SmackDown: WWE, you've got a problem

Reigns su tre fronti è davvero una cosa giusta?

WWE, you've got a problem, ha dichiarato Mick Foley in un suo recente video sui social divenuto virale. L'hall of famer ha in perfetta sintesi esplicato tutto ciò che sta rendendo di difficile visione il prodotto della lega dei McMahon. Nella fattispecie di SmackDown, l'ultimo episodio ci ha rivelato che lo show blu di problemi ne ha diversi; sia chiaro, non si intende con l'ultima frase asserire che sia brutto da vedere tutto ciò che propone, anzi, spesso si continua a seguire con piacere a differenza di Raw i cui margini sono sempre più esigui, quanto il fatto che il cosiddetto big picture spesso manca, creando delle falle non indifferenti, spesso però per ragioni di convenienza.

 

Convenienza data dal fatto che SmackDown ha tra le mani da praticamente un anno uno dei campioni heel con lo status più elevato degli ultimi 10/15 anni: questo Roman Reigns è infatti iconico e ce lo ricorderemo a lungo; in WWE questo lo sanno bene e hanno deciso di utilizzarlo su più fronti, per non dire troppi. Per garantire una polarizzazione maggiore dell'attenzione sugli schermi per maggior tempo dunque ecco che il Tribal Chief viene ficcato a forza in tutte le dinamiche dello show, dando di primo acchito l'impressione che egli tiri da solo la carretta (ed in parte può essere vero, perchè è oggettivo che il Campione Universale viva una fase della carriera in cui rende interessante tutto ciò che tocca), ma ad un'occhiata più attenta rivelando una certa strozzatura di altre dinamiche a vantaggio dello spazio televisivo dello stesso Reigns.

 

Nell'ultima puntata infatti nulla di quanto proposto riesce ad essere accattivante quando le faide al cui interno vi è l'head of the table. Prendiamo la faida per il titolo femminile: molto spesso viene dato a Bianca Belair e Becky Lynch lo spot iniziale o addirittura di chiusura, ma il loro feud non attecchisce. Quest'ultimo non riesce davvero a fare breccia, perchè appunto probabilmente in questo momento la percezione è che comunque ci siano almeno tre o quattro trame superiori a livello di importanza e per una ripartizione totalmente sbagliata dei tempi e dei modi del turn di Becky, col risultato che uno dei personaggi più over della compagnia fino a qualche tempo addietro ora collezioni reazioni quantomai tiepide all'interno delle arene, e a pagarne le conseguenza dunque è anche Bianca Belair, il cui personaggio stava procedendo a passo sostenuto ma costante prima di venire completamente demolito da una sconfitta in meno di un minuto. Ecco quindi che per ricostruirne la figura serve la ricerca di un cheap pop vecchia scuola, con una ricerca d'ovazione per l'eroina di casa e la presenza di una leggenda, in questo caso Kane, a fare da garante. Vecchi metodi, scarsi risultati.

 

Prendiamo anche Seth Rollins: il finale del match della scorsa settimana contro Edge è stato veramente di buona fattura, con l'ex Messiah che ha reso perfettamente la sensazione di essere così spietato da rischiare di compromettere la vita del proprio avversario e il suo promo di due notti fa non è stato da meno. Rollins ha raggiunto una maturazione tale da saper portare avanti una storia di questo tipo anche da solo, sapendo manipolare il pubblico con abilità, giocando con le reazioni di quest'ultimo, alternando frasi che lo porteranno a gioire prima e a riempire egli di boati di disapprovazione. E' evidente però che SmackDown non sia la giusta casa per l'ex campione: non vi è infatti spazio per un altro heel di questa caratura e le sue gesta passeranno sempre in secondo piano al cospetto di un Reigns così polarizzante: chissà che il draft non possa portarlo a Raw, dove al contrario c'è penuria di figure come la sua e dove Rollins potrebbe essere anche la perfetta nemesi di un Big E che per uscire dallo stigma del personaggio clownesco e esclusivamente comedy avrebbe bisogno di cattivi con la C maiuscola.

 

Inutile, il discorso potrebbe essere protratto per tutto il resto delle dinamiche dello show blu, sebbene le restanti a cui abbiamo assistito nell'ultima puntata sono in fin dei conti trame da mid carding senza pretese di elevarsi: il match di coppia tra la coppia formata da Carmella e Zelina Vega e quella formata da Toni Storm e Liv Morgan (quest'ultima che viene proposta in maniera decisamente positiva da qualche settimana), i segmenti che riguardano Naomi, sabotata da Sonya Deville e l'ennesima vittoria di Rick Boogs questa volta su Robert Roode (con l'ennesima sfida lanciata da Apollo e Commander Azeez nei confronti di Nakamura.

Menzione speciale va fatta per Happy Corbin, che adesso inizia a legittimare il suo status da heel di fatto abbattendo Owens, sintomo che la costruzione fatta lentamente sta portando a dei risultati, e alla sottile sottotrama riguardante i Mysterio, con l'ennesima vittoria di Sami Zayn su Dominick. Per quanto questo sia un angle ormai ricorrente da numerose settimane finalmente smuove lentissimamente le acque per quanto riguarda il duo padre/figlio: qualcosa succederà, prima o poi, e si sta palesemente attendendo il momento giusto: nel frattempo Zayn vince consecutivamente da diverse puntate, e la cosa è solo da apprezzare considerando la deriva che l'ex campione Intercontinentale aveva preso con una serie di sconfitte consecutive non indifferente.

 

Tornando a Reigns, la sua preponderanza danneggia sicuramente l'hype per i singoli match in cui è coinvolto: è già stato annunciata la difesa titolata contro l'ottimo Finn Balor in versione demon, ma con quale pretesa il pubblico dovrebbe bersi questo match e comprare il ppv se è già stato annunciato l'incontro tra lui e Brock Lesnar per Crown Jewell? La gente non è stupida, cara WWE, e anche un sasso sa che Reigns/Lesnar è un money match in terra d'Arabia, un cambio di direzione improvviso con una vittoria del demone è dunque più che remota. A rendere tutto ancor più inflazionato arriva anche la rivalità che è in principio d'essere col New Day, con Big E è ora campione di Raw sicuramente impegnato a Survivor Series nel tradizionale match contro il campione di SmackDown. Ad avvalorare la tesi c'è l'attacco degli Usos al neo campione, il quale ha anche sfoggiato il nuovo ring attire che porta di nuovo i loghi del New Day stesso, tanto per confermare la sensazione di una reunion definitiva della stable per fronteggiare il Bloodline. Insomma, Reigns su tre fronti è uno specchio per le allodole, suggestivo ma distruttivo per l'hype generale di ogni singola trama. Come detto dunque SmackDown rimane uno show godibile, ma come giustamente afferma Mick Foley, WWE, you've got a problem.


Fight Planet Italia

WWE Pubblicato in data 14/09/2021

WWE RAW: La mancanza di semplicità

Analisi di Monday Night Raw

Mia nonna mi ha insegnato che le cose semplici sono le migliori. Inutile cercare di complicare qualcosa che, così come è, va già bene: si rischia solo di peggiorare le cose. Ecco, Monday Night Raw, in uno dei periodi più bui della sua gestione, è riuscito anche in questo...

 

C'è tanto su cui ben sperare, a partire dal settore femminile, che viene gestito con linearità e chiarezza. La campionessa Charlotte Flair deve difendersi sia dal duo Nia Jax / Shayna Baszler, con le quali sembra aver concluso le ostilità, che dalla sfidante Alexa Bliss, che si ritroverà contro ad Extreme Rules. L'utilizzo molto oculato che si sta facendo della ragazza demoniaca potrebbe fare ben sperare in un futuro roseo, anche se il rischio di vederla perdere e di conseguenza scomparire nell'oblio è molto alto. Del resto, Bray Wyatt insegna...

 

Bella, per quanto semplice, anche la rivalità fra Nikki A.S.H. e Rhea Ripley contro Tamina e Natalya. È importante tenere vivo l'interesse per la categoria Tag Femminile, già di per sé debole, e queste faide riescono a non gettare nel dimenticatoio il settore. Questa settimana vincono Nikki e Rhea, impegnate singolarmente rispettivamente contro Tamina e Natalya.

 

E rimanendo nel circuito Tag ma passando a quello maschile, resa dei conti finale fra New Day, Ali e Mansoor contro AJ Styles, Omos, Mace e T-Bar. L'unione di questi quattro team, che settimana scorsa se le davano di Santa ragione ed oggi decidono di unire le forze, mi sembra fin troppo forzata e poco utile. Lo stesso si può dire del match fra Drew McIntyre e Viking Raiders contro Jinder Mahal, Shanky e Verr. Tutto troppo casuale, tutto senza una progettualità futura che ne giustifichi il senso ed utile solo a far apparire on screen i vari personaggi, in attesa di dar loro una direzione precisa. Troppo complicato giustificare il tutto.

 

Molto meglio, ad esempio, la gestione di Damien Priest, che continua settimanalmente ad indire Open Challenge per il suo titolo US. Questa settimana si sbarazza di Jeff Hardy, ma i suoi festeggiamenti vengono interrotti da Sheamus, suo avversario ad Extreme Rules. Faida facile, chiara e funzionale. Questo è quello che serve!

 

Stendo un pietoso velo su Doudrop e Karrion Kross, con i quali palesemente non sappiano cosa farci, per dedicarmi alla faida principale di RAW ed al Main Event della puntata, che ha visto Bobby Lashley affrontare e sconfiggere Randy Orton per il titolo WWE.

Quello che non capisco è il perché anticipare il match, previsto per il Pay-per-View, a questo lunedì. Ma soprattutto perché annunciare ad inizio puntata che Big E avrebbe sfruttato la valigetta al termine del match. Fino ad oggi, salvo rare eccezioni, l'utilizzo del Money in the Bank si era basato sull'effetto sorpresa e sull'imprevedibilità del suo utilizzo. Iniziare lo show con Big E che annuncia il suo incasso, che puntualmente avviene a fine puntata, ha distrutto quella magia che per RAW, in questo momento storico, sarebbe stata vitale. Un passo falso che, inoltre, non esalta minimamente la consacrazione di Big E. 

 

Ma allora perché infilarsi in questo ginepraio? Perché non rimanere su una struttura semplice, collaudata e funzionale? Chi è che ha partorito l'idea per la quale annunciare PRIMA l'incasso della valigetta sarebbe potuta essere una buona idea? Inizio a pensare che ci siano grossi problemi gestionali in WWE e RAW sia nel mezzo di questa tempesta. Questa settimana sono riusciti in un colpo solo a rovinare un Pay-per-View ed il Money in the Bank, chissà cosa combineranno lunedì prossimo

 


Fight Planet Italia

WWE Pubblicato in data 12/09/2021

WWE SmackDown: Reigns su due fronti

Il campione manda avanti due feud

Da qualche settimana SmackDown sta cercando palesemente di perdere meno terreno possibile, mantenendo standard alti e cercando di garantire ogni settimana avvenimenti rilevanti senza prendersi particolarmente tempo tra un angle importante e l'altro. Proprio a tal proposito ecco che lo show blu diventa 'Super' questa settimana per una puntata al Madison Square Garden che preme in maniera violenta l'acceleratore sulle trame principali del roster.

 

Solo quelle però, è bene specificarlo, giacchè Roman Reigns è chiamato allo straordinario e porta avanti per due feud nel corso della puntata in maniera parallela senza far sì che questi ultimi si incrocino: Brock Lesnar in apertura di puntata (lui con gran verve, ma è palese che Paul Heyman stia elevando la rivalità) carica gli spalti a pallettoni di fatto separandosi ufficialmente dal suo avvocato di lunga data, Balor al termine dell'episodio torna ufficialmente come Demon King, presentato molto bene al commento come 'l'alter ego di Finn Balor', con un ingresso di quelli in gran stile come la WWE raramente sbaglia (unico punto di vista in cui la compagnia è davvero una garanzia) per andare faccia a faccia con il Tribal Chief. Nota a margine: è evidente la forzatura creativa in entrambi i feud. Sarebbe stato sicuramente più suggestivo un arrivo graduale del demone con l'accennato assaggio della scorsa settimana, con una trasformazione via via sempre più preponderante, che ha fatto posto all'arrivo del nostro così, all'improvviso. Allo stesso modo la presenza di Lesnar spoilera sonoramente l'esito del match stesso di Extreme Rules, con un Reigns che mai e poi mai perderà il titolo contro Balor prima di un evento come Survivor Series, che lo vedrebbe impegnato in un money match di dimensioni bibliche proprio contro la Beast Incarnate. Occhio però a pensare che il Lesnar che sta affrontando Reigns sia un face: Lesnar è semplicemente Lesnar, non si arruffiana il pubblico, non posa, non chiama la folla, semplicemente arriva e distrugge come sempre, a prescindere dallo schieramento del suo avversario.

 

Balor che è arrivato dopo che Reigns ha fatto terminare per squalifica il main event tra Usos e Streets Profits: sembra palese che anche questi due tag team nelle ultime due settimane stiano cercando di dare qualcosa di più dal punto di vista di ciò che si vede in ring. Nulla di trascendentale, ovvio, ma l'impressione è che la voglia di dimostrare che ciò che è made in WWE ha una propria dignità c'è, e dimostra che un minimo di competizione non ha mai fatto male a nessuno. Competizione che tuttavia ha causato danni evidenti alle dinamiche che ruotano attorno al titolo femminile: Becky Lynch sembra aver completato il suo turn e si atteggia da heel in tutto e per tutto, ma da qui a ottenere reazione negativa da parte del pubblico vi è un abisso. E' evidente che la sua figura sia esclusivamente da place holder di ciò che era previsto originariamente per Sasha Banks, e non si spiega altrimenti una trama così raffazzonata, così come non si spiega il motivo per cui il pubblico dovrebbe mandarla over da heel dopo che ha battuto pulito in meno di un minuto una campionessa con uno status come quello di Bianca Belair

 

Si conclude invece in modo molto più logico di come si pensava (in maniera davvero inaspettata) il feud tra Seth Rollins e Edge: Edge ha vinto a Summerslam ritirando fuori il look da Brood (senza alcun motivo), ma si è tornati in maniera perfetta sul focus della rivalità, dunque al termine di un match davvero coinvolgente Seth Rollins non solo ha vinto ma ha mandato in ospedale il suo rivale premendo il famoso grilletto e colpendolo con il Curb Stomp, anch'egli con una cattiveria e un nerbo che poche volte si è visto in lui. L'ex Monday Night Messiah è sempre stato un heel tendente al cool, mai troppo spietato da farsi detestare; spietatezza venuta fuori del tutto in questo frangente: chiaramente non potrà mai essere il top heel del roster, ma in ottica Draft è da tenere d'occhio e eventualmente ripescare in questa veste, perchè questo è stato un momento che da molti verrà a lungo ricordato.

 

Per concludere, giusto la scorsa settimana sottolineavamo il fatto che la WWE stesse utilizzando Logan Paul come heel, analizzando come praticamente mai una guest star era stata dalla parte dei cattivi: la situazione si è ripetuta questa settimana con l'utilizzo di Trae Young, giocatore di basker degli Atlanta Hawks artefice dell'eliminazione dei New York Knicks dagli ultimi playoff in NBA. Non proprio l'idolo di casa al Madison Square Garden. La domanda che ci si pone dunque è sempre la stessa: la WWE sta osando? E se sì, fin dove lo farà, considerandola come la solita realtà molto conservatrice?