APPROFONDIMENTI

Rhea Ripley: il meritato trionfo

Rhea Ripley: il meritato trionfo

Something That Shimmers #6

APPROFONDIMENTI Pubblicato in data 18/04/2021 da Alessandro Bogazzi

La settimana di Wrestlemania ha ripagato l’intera categoria per i tanti sacrifici fatti negli ultimi anni, con le lottatrici che sono state assolute protagoniste degli eventi andati in onda con e senza pubblico. Al main event nella prima giornata di NXT Takeover è seguito quello della prima parte dello Showcase Of The Immortals, ma le ragazze hanno brillato anche nella seconda giornata di entrambi gli eventi. Il tutto mentre la AEW finalmente comincia finalmente a sfruttare il suo roster, ampliando il minutaggio dei match e dei segmenti a Dynamite. Allo stato attuale, possiamo talvolta non essere d’accordo con la gestione di qualche atleta o criticare alcune scelte di booking, ma per i prossimi anni difficilmente ci troveremo a lamentarci del poco spazio concesso al wrestling femminile. 

 

Bianca Belair ha ottenuto la consacrazione, aggiudicandosi il secondo main event della storia di Wrestlemania valido per il Women’s Title e diventando quindi il punto di riferimento per tutto il roster blu. La EST ha mostrato una maturità sorprendente sul ring, sfoggiando una serie di manovre che aveva saggiamente tenuto in serbo per lo show più importante dell’anno ; a molti veterani ancora manca la capacità di gestire in modo tanto intelligente le proprie abilità, ma Bianca, nonostante la sua giovane età, è già in grado di cambiare registro a seconda dell’occasione. Ora dovrà dimostrarsi anche una buona campionessa oltre che un’ottima inseguitrice, e lavorare parecchio sull’extra ring, dove ha mostrato diverse lacune: al microfono ancora non convince, e la mimica facciale risulta spesso involontariamente comica. Tanto di cappello anche per Sasha Banks, che nonostante la striscia negativa a Wrestlemania è sempre una delle più grandi garanzie della federazione, capace di esaltare le capacità di qualsiasi avversaria. Dispiace, invece, per Bayley, relegata al ruolo di macchietta con tanto di umiliazione da parte di chi, seppur per pochi minuti, ha riportato la categoria femminile dritta nel periodo buio. Un trattamento immeritato per chi, durante il suo lungo title reign, ha valorizzato parecchio la cintura.

 

Raquel Gonzalez è la nuova regina di NXT, dopo aver sconfitto in modo più che convincente Io Shirai, che era campionessa da quasi un anno. La giapponese ha offerto una delle sue migliori prestazioni, dimostrando di prediligere atlete dotate di buona stazza e di grande potenza rispetto a quelle fisicamente più simili a lei, come dimostra anche il flop di Dakota Kai. Per la Shirai si parla già di promozione nel main roster, dove effettivamente manca una wrestler tanto acrobatica e veloce. Per Raquel, il cui status era già cresciuto parecchio dopo il feud con Rhea Ripley, si prospetta un bel regno, dove non mancheranno le avversarie, prima tra tutte Franky Monet, volto già conosciuto dai fan di Impact Wrestling. Si tratta, infatti, di Taya Valkyrie, che dopo aver dominato la Knockout Division con un regno di ben 377 giorni è pronta a lasciare il segno anche in WWE. Franky è andata subito a muso duro con la campionessa, e nelle prossime settimane darà sicuramente prova della sua forza, prima di arrivare all’inevitabile scontro con Raquel. Salgono, inoltre, le quotazioni di Mercedes , Martinez autrice di uno squash ai danni di Jessi Kamea, e di Zoey Stark, che nel pre-show di Takeover ha sorpreso tutti sconfiggendo una Toni Storm in caduta libera. Da definire, infine, il ruolo di Dakota Kai, che per ora sembra felicissima del successo della sua migliore amica, ma presto potrebbe manifestare la propria invidia e arrivare al tradimento.

 

La AEW ha aggiunto tanta carne al fuoco in queste settimane, e finalmente lo ha fatto nel suo show principale, utilizzando un po’ meno i programmi secondari che non tutti seguono su Youtube. Nella prossima puntata di Dynamite assisteremo al match titolato tra Hikaru Shida e Tay Conti, match dal risultato apparentemente scontato, ma che potrebbe riservare qualche sorpresa. La brasiliana ha ripagato la fiducia della federazione con delle prestazioni di alto livello in cui ha sfoggiato anche un’ottima presenza scenica, e questo test le servirà per fare esperienza in vista delle title shot future. Shida non sembra, infatti, destinata a perdere contro un’altra face, specie in un momento in cui le potenziali avversarie non mancano, da The Bunny, che sembra rinata da quando è passata alla stable di Matt Hardy, a Britt Baker, che si sta ribellando al sistema del ranking e pretende una shot in tempi brevi, passando per Thunder Rosa, il cui ambizioso progetto prevede la conquista dei titoli NWA (nonostante la number one contender sia Kamille) e AEW, e Kris Statlander, che ha recuperato del tutto dall’infortunio e sta risalendo la china per tornare nel giro che conta. Tutto questo fornisce a Jade Cargill il tempo di crescere, per andare a sfidare Shida per la cintura solamente quando sarà pronta e quando ci sarà un evento importante ; la protetta di Shaq ha spazzato via Red Velvet in pochi minuti, facendo sfoggio ancora una volta della sua insuperabile potenza. Probabilmente la vedremo campionessa entro la fine del 2021, imprevisti permettendo.

 

Impact Wrestling perde una leggenda, ma ritrova un’importante icona del passato. In seguito alla sconfitta subita contro Deonna Purrazzo, Jazz è stata costretta al ritiro, ma prima si è tolta la soddisfazione di sconfiggere le campionesse tag insieme a Jordynne Grace. Il regno della Virtuosa esce impreziosito da questo angle, in quanto l’attuale detentrice del titolo potrà vantarsi a lungo di aver messo fine alla lunga e pluridecorata carriera di Jazz. Nell’ultimo episodio di Impact è stato annunciato il ritorno imminente di Taylor Wilde, che era nell’aria già da tempo: stiamo parlando della lottatrice capace di interrompere il “regno del terrore” di Awesome Kong nel 2008, che fece molto bene anche in tag con Sarita. Se sarà in grado di togliersi un po’ di ruggine, sarà sicuramente un valore aggiunto per la divisione ; resta da vedere se sarà lei la partner di Jordynne Grace a Rebellion o se punterà direttamente al titolo principale. Al momento, la number one contender è Tenille, e si tratta di una scelta singolare, visto che avremo un heel vs heel match nel prossimo pay per view. Le due si sono punzecchiate parecchio su Twitter, ma attualmente sembra impossibile che una delle due diventi face. Il regno di Deonna è destinato a continuare ancora a lungo, ma queste potrebbero essere le prove generali per una futura vittoria titolata di Tenille, che, incredibile ma vero, pur essendo una delle lottatrici più talentuoso al mondo non è ancora riuscita a far sua una cintura importante.

 

 

Focus On: Rhea Ripley

 

Lo show stealer della seconda giornata di Wrestlemania, disputato a ridosso del main event, si è concluso col trionfo di Rhea Ripley, che ha riscattato la sconfitta dello scorso anno ed è diventata la prima lottatrice a vincere il titolo femminile di NXT, quello di NXT UK e quello di Raw. Questo record è lo specchio della sua gavetta e soprattutto della sua evoluzione, poiché Miss Brutality è cambiata tantissimo da quando ha esordito nella compagnia di Stamford, aggiungendo sempre più elementi al suo character fino a renderlo quasi perfetto. Rhea è stata in grado di trovare un’ottima alchimia con Asuka, con cui ha dato vita a un gran bel match, seppur inferiore a quello dello scorso anno; non si può dire lo stesso della rivincita avvenuta a Raw, ma ciò può essere imputabile alla stanchezza post-Wrestlemania. Ad ogni modo, la Ripley non è riuscita a chiudere i conti con la giapponese a causa di Charlotte, che dopo aver effettuato uno dei suoi migliori promo in carriera, ha attaccato entrambe le rivali, facendo scattare la squalifica. Si va, dunque, verso il triple threat, e per la campionessa si tratta di un altro importante banco di prova, visto che l’anno scorso una delle sue peggiori batoste arrivò proprio in un match a tre in cui una delle protagoniste era la Flair. Se riuscirà a superare questo ostacolo e a estromettere Asuka dal giro titolato, potrà finalmente ambire alla resa dei conti con una rinnovata Charlotte, e sarà lecito aspettarsi un altro capolavoro, ma stavolta con un risultato opposto rispetto a quello di Wrestlemania 36. Viste le qualità mostrate, infatti, Rhea Ripley merita di diventare a tutti gli effetti il volto della federazione e a essere pubblicizzata come la “best in the world”.

 

Pochissime atlete possono vantare la sua personalità, sempre più larger than life, e quel look che buca lo schermo. Il suo ingresso da Wrestlemania, accompagnato dalla performance dal vivo di Ash Costello, è stato quello di una vera rocker, una Superstar con la S maiuscola, in pieno stile “Rock’n’Wrestling Era”. Due settimane fa ho parlato della nuova generazione di wrestler che fanno dell’esplosività il loro punto di forza, ma Kamille, Raquel Gonzalez e Jade Cargill non riescono ad avvicinarsi al carisma della Ripley, che azzardando potrei definire un Hulk Hogan o, visto lo stile ribelle, uno Stone Cold dei nostri tempi. Basterà inserirla nelle storyline giuste, dandole sempre il giusto spazio al microfono, e il resto vedrà da sé. Il pubblico ha dimostrato di apprezzarla, arrivando a “perdonarla” per i suoi comportamenti scorretti delle ultime settimane e accettando, di fatto, il suo ruolo di tweener. Non si deve, infatti, cedere alla tentazione di trasformarla nella classica face sorridente che si erge a difesa dei più deboli, in quanto il character più adatto a lei è quello del lupo solitario disposto a tutto pur di raggiungere i propri traguardi e di scrivere la storia della nostra amata disciplina. Non dimentichiamoci, infine, che Rhea Ripley ha soltanto 24 anni e pare seriamente intenzionata a continuare a evolversi, ragion per cui potremmo vederla cambiare ancora parecchio in futuro ; il futuro che la attende è più radioso che mai, e non mi sorprenderei se nel giro di qualche anno riuscisse a infrangere la maggior parte dei record attualmente esistenti.

 

If you don’t know… Now you know!

 



Fight Planet Italia

APPROFONDIMENTI Pubblicato in data 28/04/2021

Il dominio africano

In WWE abbiamo visto un cambio di personaggio abbastanza improvviso e sotto certi aspetti discutibile. Ma se dietro ci fosse una strategia di marketing che a prima vista sfugge?

 

Apollo Crews ha abbracciato a pieno le sue radici nigeriane, esaltandone usi e costumi fino all'adottare l'accento africano. In un periodo dove si cercano di abbattere differenze di razza, genere ed ideologia, questa potrebbe essere una manovra estremamente azzardata, dato che si stereotipizza un aspetto di una determinata etnia e, per giunta, facendo passare il personaggio come cattivo.

 

Inoltre, abbiamo visto più volte la WWE adottare questa tattica in ottica espansionistica, ovvero quando vuole far conoscere il proprio prodotto ad una determinata fetta di mondo usando un personaggio che ne ritrae i costumi. Basti pensare a Santino Marella, che vince il titolo nella puntata di Monday Night Raw di Milano, o a Jinder Mahal, testa di ponte fra il mercato americano e quello indiano, per non parlare di Mansoor, usato quasi esclusivamente negli show arabi come beniamino di casa.

 

Dobbiamo quindi pensare che la WWE abbia un interesse particolare per il mercato africano? Potrebbe essere, ed il motivo principe risiede nella UFC.

 

È molto particolare, infatti, la statistica che riguarda tre dei principali campioni della federazione di Dana White: l'attuale campione Welterweight è Kamar Usman, nigeriano. Il campione Middleweight è Israel Adesanya, nigeriano, ed il campione Heavyweight è Francis Ngannou, camerunense.
Un dominio africano che dimostra come gli sport da combattimento stiano diventando una realtà importante nel continente e che, con buona probabilità e forte dell'esposizione mediatica che questi campioni stanno dando, porterà ad un aumento dell'interesse verso questo tipo di discipline nelle nuove generazioni.

 

Che la WWE voglia cavalcare questa ondata? Ciò spiegherebbe il cambio di gimmick di Apollo Crews e l'importanza che si sta dando al suo personaggio. Il suo regno da Campione Intercontinentale potrebbe essere un chiaro rimando ai fighters UFC, federazione con la quale i McMahon hanno sempre mantenuto ottimi rapporti collaborativi.

 

Forse è solo una coincidenza e la WWE ha voluto creare il solito stereotipo del campione nazionalista, che cerca di imporre la propria supremazia e quella della sua nazione sui poveri (?) americani, più nazionalisti di loro. Ma se è vero che tre indizi fanno una prova, tre campioni cosa fanno?


Fight Planet Italia

APPROFONDIMENTI Pubblicato in data 27/04/2021

Kenny Omega ed il fascino del pluricampione

Il 2021 al di fuori della WWE si è aperto sotto il segno di Kenny Omega, che dopo aver strappato il titolo AEW a Jon Moxley alla fine dell’anno scorso, ha rafforzato ulteriormente il suo status e si è lanciato alla conquista del maggior numero di cinture possibile. Un altro importante tassello è stato aggiunto a Rebellion, dove il canadese ha avuto la meglio su Rich Swann e si è laureato campione di Impact Wrestling ; alle due già citate corone si aggiungono il Mega Championship della AAA e il vecchio TNA Title, riportato in auge da Moose lo scorso anno. Una vera e propria collezione internazionale, che Omega vuole assolutamente espandere nel tentativo di rendere la sua impresa ancora più storica. Resta da vedere quante e quali federazioni decideranno di collaborare, ma ci sono tutti i presupposti per uno stint epico, frutto di una costruzione dal basso e di una storyline semplice, ma destinata a funzionare 9 volte su 10.

 

Quando la AEW ha aperto i battenti, Omega è stato presentato come una vera e propria megastar internazionale, in virtù dei suoi strepitosi successi in NJPW, e sicuramente la tentazione di renderlo subito imbattibile e affidargli il massimo alloro sarà stata molto forte. Invece, Kenny ha iniziato la sua avventura alla corte di Tony Khan con una serie di sconfitte avvenute al termine di incontri molto combattuti contro Chris Jericho, Pac e Jon Moxley. Quello che da molti è stato visto un affossamento, in realtà era il modo per far conoscere Omega ai fan americani senza imporlo subito come volto della compagnia, cosa che probabilmente lo avrebbe reso antipatico. In questo modo, il wrestler canadese ha potuto iniziare il suo percorso, conquistando una serie di vittorie credibili e allo stesso tempo dimostrandosi anche un ottimo tag team wrestler, come dimostra il regno da campione di coppia insieme ad Adam Page. La striscia di positiva è stata un crescendo, con trionfi su lottatori man mano più forti, fino ad arrivare alla resa dei conti con la sua nemesi, quel Moxley che nel frattempo era diventato campione e aveva eliminato qualsiasi ostacolo: siccome non si diventa superuomini dall’oggi al domani, Kenny ha dovuto letteralmente vendere l’anima al diavolo per portare via la cintura a Jon, alleandosi con Don Callis e in seguito anche coi Good Brothers. In questo modo, gli status di entrambi sono stati rispettati, e Omega è diventato il classico campione scorretto ma allo stesso tempo forte, non troppo codardo, ma comunque avvezzo alle scorrettezze. Un character del genere se ben gestito è un valore aggiunto anche per chi, alla fine, lo batterà, perché da un lato potrà bearsi di un’impresa epica, ma dall’altro non dovrà sopportare il peso di chi compie un’impresa considerata impossibile.

 

Insomma, a differenza di quanto successo con altri atleti, con Kenny la AEW ha azzeccato le tempistiche e ha tirato fuori una bella storyline per il suo uomo di punta. Diciamolo chiaramente, il fascino del lottatore che alza al cielo più di una cintura è immenso, e resta quasi sempre nella memoria degli spettatori, che si tratti di un upgrade temporaneo (Ultimate Warrior a Wrestlemania, Goldberg a Nitro), di un tentativo di takeover (Bobby Lashley a Impact), della conquista di due cinture dello stesso livello (Becky Lynch a Wrestlemania, Chris Jericho a Vengeance). Ci sono state persino occasioni in cui la conquista di più titoli si è rivelata una scelta azzeccata senza mettere in mezzo il massimo alloro: è il caso di Lance Storm, che nel 2000 conquistò le cinture secondarie della WCW e fu visto immediatamente come uno dei top heel della compagnia, e uno dei pochi personaggi veramente riusciti dell’era Russo. D’altronde, chi non spera di vedere i propri atleti preferiti vincere più di un premio? Chi non spera che la sua squadra del cuore faccia il triplete? E chi, d’altro canto, vive nel terrore che gli atleti e le squadre che gli stanno antipatiche raggiungano più di un traguardo? Il wrestling prende queste realtà e le fa sue, andando così a scrivere una storia adatta a tutti.

 

Ora resta da vedere quale sarà il prossimo obiettivo di Kenny Omega, che potrebbe puntare dritto alla NWA, con cui la AEW già collabora per quanto riguarda la categoria femminile, tentare di invadere la Ring Of Honor o dare lo scossone definitivo e tornare in NJPW per prendersi uno dei titoli più prestigiosi al mondo. Le federazioni che collaboreranno hanno da guadagnare in visibilità e, a lungo andare, di prestigio, perché è vero che Rich Swann è uscito con le ossa rotte dal main event di Rebellion, ma è anche vero che presto o tardi Omega perderà le cinture conquistate, e colui che libererà Impact Wrestling dal giogo della AEW potrà vantarsi di aver sconfitto uno dei lottatori più vincenti di questa epoca.

 

If you don’t know… Now you know!


Fight Planet Italia

APPROFONDIMENTI Pubblicato in data 18/04/2021

Rhea Ripley: il meritato trionfo

Something That Shimmers #6

La settimana di Wrestlemania ha ripagato l’intera categoria per i tanti sacrifici fatti negli ultimi anni, con le lottatrici che sono state assolute protagoniste degli eventi andati in onda con e senza pubblico. Al main event nella prima giornata di NXT Takeover è seguito quello della prima parte dello Showcase Of The Immortals, ma le ragazze hanno brillato anche nella seconda giornata di entrambi gli eventi. Il tutto mentre la AEW finalmente comincia finalmente a sfruttare il suo roster, ampliando il minutaggio dei match e dei segmenti a Dynamite. Allo stato attuale, possiamo talvolta non essere d’accordo con la gestione di qualche atleta o criticare alcune scelte di booking, ma per i prossimi anni difficilmente ci troveremo a lamentarci del poco spazio concesso al wrestling femminile. 

 

Bianca Belair ha ottenuto la consacrazione, aggiudicandosi il secondo main event della storia di Wrestlemania valido per il Women’s Title e diventando quindi il punto di riferimento per tutto il roster blu. La EST ha mostrato una maturità sorprendente sul ring, sfoggiando una serie di manovre che aveva saggiamente tenuto in serbo per lo show più importante dell’anno ; a molti veterani ancora manca la capacità di gestire in modo tanto intelligente le proprie abilità, ma Bianca, nonostante la sua giovane età, è già in grado di cambiare registro a seconda dell’occasione. Ora dovrà dimostrarsi anche una buona campionessa oltre che un’ottima inseguitrice, e lavorare parecchio sull’extra ring, dove ha mostrato diverse lacune: al microfono ancora non convince, e la mimica facciale risulta spesso involontariamente comica. Tanto di cappello anche per Sasha Banks, che nonostante la striscia negativa a Wrestlemania è sempre una delle più grandi garanzie della federazione, capace di esaltare le capacità di qualsiasi avversaria. Dispiace, invece, per Bayley, relegata al ruolo di macchietta con tanto di umiliazione da parte di chi, seppur per pochi minuti, ha riportato la categoria femminile dritta nel periodo buio. Un trattamento immeritato per chi, durante il suo lungo title reign, ha valorizzato parecchio la cintura.

 

Raquel Gonzalez è la nuova regina di NXT, dopo aver sconfitto in modo più che convincente Io Shirai, che era campionessa da quasi un anno. La giapponese ha offerto una delle sue migliori prestazioni, dimostrando di prediligere atlete dotate di buona stazza e di grande potenza rispetto a quelle fisicamente più simili a lei, come dimostra anche il flop di Dakota Kai. Per la Shirai si parla già di promozione nel main roster, dove effettivamente manca una wrestler tanto acrobatica e veloce. Per Raquel, il cui status era già cresciuto parecchio dopo il feud con Rhea Ripley, si prospetta un bel regno, dove non mancheranno le avversarie, prima tra tutte Franky Monet, volto già conosciuto dai fan di Impact Wrestling. Si tratta, infatti, di Taya Valkyrie, che dopo aver dominato la Knockout Division con un regno di ben 377 giorni è pronta a lasciare il segno anche in WWE. Franky è andata subito a muso duro con la campionessa, e nelle prossime settimane darà sicuramente prova della sua forza, prima di arrivare all’inevitabile scontro con Raquel. Salgono, inoltre, le quotazioni di Mercedes , Martinez autrice di uno squash ai danni di Jessi Kamea, e di Zoey Stark, che nel pre-show di Takeover ha sorpreso tutti sconfiggendo una Toni Storm in caduta libera. Da definire, infine, il ruolo di Dakota Kai, che per ora sembra felicissima del successo della sua migliore amica, ma presto potrebbe manifestare la propria invidia e arrivare al tradimento.

 

La AEW ha aggiunto tanta carne al fuoco in queste settimane, e finalmente lo ha fatto nel suo show principale, utilizzando un po’ meno i programmi secondari che non tutti seguono su Youtube. Nella prossima puntata di Dynamite assisteremo al match titolato tra Hikaru Shida e Tay Conti, match dal risultato apparentemente scontato, ma che potrebbe riservare qualche sorpresa. La brasiliana ha ripagato la fiducia della federazione con delle prestazioni di alto livello in cui ha sfoggiato anche un’ottima presenza scenica, e questo test le servirà per fare esperienza in vista delle title shot future. Shida non sembra, infatti, destinata a perdere contro un’altra face, specie in un momento in cui le potenziali avversarie non mancano, da The Bunny, che sembra rinata da quando è passata alla stable di Matt Hardy, a Britt Baker, che si sta ribellando al sistema del ranking e pretende una shot in tempi brevi, passando per Thunder Rosa, il cui ambizioso progetto prevede la conquista dei titoli NWA (nonostante la number one contender sia Kamille) e AEW, e Kris Statlander, che ha recuperato del tutto dall’infortunio e sta risalendo la china per tornare nel giro che conta. Tutto questo fornisce a Jade Cargill il tempo di crescere, per andare a sfidare Shida per la cintura solamente quando sarà pronta e quando ci sarà un evento importante ; la protetta di Shaq ha spazzato via Red Velvet in pochi minuti, facendo sfoggio ancora una volta della sua insuperabile potenza. Probabilmente la vedremo campionessa entro la fine del 2021, imprevisti permettendo.

 

Impact Wrestling perde una leggenda, ma ritrova un’importante icona del passato. In seguito alla sconfitta subita contro Deonna Purrazzo, Jazz è stata costretta al ritiro, ma prima si è tolta la soddisfazione di sconfiggere le campionesse tag insieme a Jordynne Grace. Il regno della Virtuosa esce impreziosito da questo angle, in quanto l’attuale detentrice del titolo potrà vantarsi a lungo di aver messo fine alla lunga e pluridecorata carriera di Jazz. Nell’ultimo episodio di Impact è stato annunciato il ritorno imminente di Taylor Wilde, che era nell’aria già da tempo: stiamo parlando della lottatrice capace di interrompere il “regno del terrore” di Awesome Kong nel 2008, che fece molto bene anche in tag con Sarita. Se sarà in grado di togliersi un po’ di ruggine, sarà sicuramente un valore aggiunto per la divisione ; resta da vedere se sarà lei la partner di Jordynne Grace a Rebellion o se punterà direttamente al titolo principale. Al momento, la number one contender è Tenille, e si tratta di una scelta singolare, visto che avremo un heel vs heel match nel prossimo pay per view. Le due si sono punzecchiate parecchio su Twitter, ma attualmente sembra impossibile che una delle due diventi face. Il regno di Deonna è destinato a continuare ancora a lungo, ma queste potrebbero essere le prove generali per una futura vittoria titolata di Tenille, che, incredibile ma vero, pur essendo una delle lottatrici più talentuoso al mondo non è ancora riuscita a far sua una cintura importante.

 

 

Focus On: Rhea Ripley

 

Lo show stealer della seconda giornata di Wrestlemania, disputato a ridosso del main event, si è concluso col trionfo di Rhea Ripley, che ha riscattato la sconfitta dello scorso anno ed è diventata la prima lottatrice a vincere il titolo femminile di NXT, quello di NXT UK e quello di Raw. Questo record è lo specchio della sua gavetta e soprattutto della sua evoluzione, poiché Miss Brutality è cambiata tantissimo da quando ha esordito nella compagnia di Stamford, aggiungendo sempre più elementi al suo character fino a renderlo quasi perfetto. Rhea è stata in grado di trovare un’ottima alchimia con Asuka, con cui ha dato vita a un gran bel match, seppur inferiore a quello dello scorso anno; non si può dire lo stesso della rivincita avvenuta a Raw, ma ciò può essere imputabile alla stanchezza post-Wrestlemania. Ad ogni modo, la Ripley non è riuscita a chiudere i conti con la giapponese a causa di Charlotte, che dopo aver effettuato uno dei suoi migliori promo in carriera, ha attaccato entrambe le rivali, facendo scattare la squalifica. Si va, dunque, verso il triple threat, e per la campionessa si tratta di un altro importante banco di prova, visto che l’anno scorso una delle sue peggiori batoste arrivò proprio in un match a tre in cui una delle protagoniste era la Flair. Se riuscirà a superare questo ostacolo e a estromettere Asuka dal giro titolato, potrà finalmente ambire alla resa dei conti con una rinnovata Charlotte, e sarà lecito aspettarsi un altro capolavoro, ma stavolta con un risultato opposto rispetto a quello di Wrestlemania 36. Viste le qualità mostrate, infatti, Rhea Ripley merita di diventare a tutti gli effetti il volto della federazione e a essere pubblicizzata come la “best in the world”.

 

Pochissime atlete possono vantare la sua personalità, sempre più larger than life, e quel look che buca lo schermo. Il suo ingresso da Wrestlemania, accompagnato dalla performance dal vivo di Ash Costello, è stato quello di una vera rocker, una Superstar con la S maiuscola, in pieno stile “Rock’n’Wrestling Era”. Due settimane fa ho parlato della nuova generazione di wrestler che fanno dell’esplosività il loro punto di forza, ma Kamille, Raquel Gonzalez e Jade Cargill non riescono ad avvicinarsi al carisma della Ripley, che azzardando potrei definire un Hulk Hogan o, visto lo stile ribelle, uno Stone Cold dei nostri tempi. Basterà inserirla nelle storyline giuste, dandole sempre il giusto spazio al microfono, e il resto vedrà da sé. Il pubblico ha dimostrato di apprezzarla, arrivando a “perdonarla” per i suoi comportamenti scorretti delle ultime settimane e accettando, di fatto, il suo ruolo di tweener. Non si deve, infatti, cedere alla tentazione di trasformarla nella classica face sorridente che si erge a difesa dei più deboli, in quanto il character più adatto a lei è quello del lupo solitario disposto a tutto pur di raggiungere i propri traguardi e di scrivere la storia della nostra amata disciplina. Non dimentichiamoci, infine, che Rhea Ripley ha soltanto 24 anni e pare seriamente intenzionata a continuare a evolversi, ragion per cui potremmo vederla cambiare ancora parecchio in futuro ; il futuro che la attende è più radioso che mai, e non mi sorprenderei se nel giro di qualche anno riuscisse a infrangere la maggior parte dei record attualmente esistenti.

 

If you don’t know… Now you know!