APPROFONDIMENTI

AEW: L'Arca di Tony Khan

AEW: L'Arca di Tony Khan

APPROFONDIMENTI Pubblicato in data 25/02/2021 da Andrea Piccioli

"... E il Signore disse a Tony Khan: «Entra nel  Wrestling Businness tu con tutta la tua famiglia, perché ti ho visto giusto dinanzi a me in questa generazione. D'ogni wrestler licenziato dalla WWE prendine con te sette paia, maschio o femmina. Dei wrestler che provengono dalla Indies, prendine un paio, maschio o femmina. Anche delle Leggende ritirate, sette paia, maschio o femmina, per conservarne in vita la memoria su tutta la terra..."

 

Parafrasando il biblico passo, la AEW sta rapidamente diventando un Arca di Noè, dove tutti salgono per rimanere a galla prima dell'arrivo dell'alluvione. Ultimo, non per importanza, Big Show, che ha recentemente firmato con la promotion di Khan e soci.

I paragoni con la WCW di fine millennio si sprecano, ma c'è una grande differenza rispetto a quei tempi: non sta arrivando nessun alluvione.

 

Se infatti sul finire degli anni 90 molti atleti preferirono abbandonare una WWF sulla via del fallimento ed in grossa crisi per una più ricca WCW, per quanto la AEW sia piena di soldi, la WWE gode di buona salute, almeno non peggio degli altri suoi competitors.

 

Quello che la AEW sta fornendo a molti ex WWE è un ultima chance di mettersi in tasca qualche soldo, ma senza una prospettiva di futuro che, storicamente, il Wrestling Businness non riesce a garantire a tutti i suoi atleti. Probabilmente può essere stimolante ritrovarsi in una compagnia giovane che rappresenta una vera possibile alternativa alla WWE per la prima volta in 15 anni, ma siamo onesti: cosa possono dare più di quello che hanno già dato?

 

E non parlo dei giovani prospetti allontanati dalla corte dei McMahon che, in AEW così come in qualsiasi altra federazione, potrebbero trovare un occasione per mettersi in mostra, ma dei più anziani semi-ritirati (o ritirati proprio) wrestlers che balzano all'interno dell'arca per racimolare gli ultimi gettoni di presenza. 

 

Fa tristezza pensare che in tanti lo fanno perché non sono riusciti a trovare una alternativa al wrestling quando l'età inizia a chiedere il conto. Non tutti riescono a sfondare nel cinema, a trasformarsi in commentatori o a rimanere produttori o dirigenti. C'è chi ha trovato una alternativa al wrestling e c'è chi del wrestling non può più farne a meno. E dopo aver calcato i più grandi palcoscenici del mondo, trovare qualcuno che ti dia una speranza, oltre che uno stipendio, sembra manna dal cielo. 

 

Quello che reputo, però, è che così facendo la AEW sta affossando la nascita di talenti propri, processo INDISPENSABILE per affermarsi e fidelizzare il pubblico: la WCW ha creato Goldberg, la WWE John Cena e la TNA ha consacrato AJ Styles. Chi, attualmente in AEW, può essere paragonato a questi nomi che non abbia già avuto un importante passato in una delle tre già citate? 

 

Magari è solo una questione di tempo: tra qualche anno potremmo vedere un cambio di marcia basato su prodotti propri, ma il tempo passa e la tendenza non sembra invertirsi, anzi appare costante l'assumere vecchie glorie posticipando l'affermazione delle nuove leve.

 

Cosa dovrebbe fare la AEW? Rischiare, puntare su wrestler sconosciuti, vogliosi di marchiare a fuoco il loro none nella storia della disciplina. 

Un paio di nomi grossi portebbero essere utili a far aumentare lo Star Power dei nuovi atleti, ma basarsi esclusivamente sull'usato (nemmeno troppo) sicuro rischia di essere un costoso flop di dimensioni bibliche. 

 

E così, mentre la WWE propone il proprio Messia,  Tony Khan diventa il nuovo Noè, la AEW la sua Arca e le decine di wrestlers "ex-qualcosa" diventati animali da salvare. Solo che, questa volta, non si vedono nuvole in cielo...



Fight Planet Italia

APPROFONDIMENTI Pubblicato in data 17/04/2021

Roman Reigns: Best for Businness

Chi se lo sarebbe mai aspettato che Roman Reigns in un anno sarebbe diventato quello che è oggi? Dubito che nessuno di noi avrebbe scommesso un euro su di lui, anche a seguito delle scelte effettuate all'inizio della pandemia.

 

Difatti il Big Dog ha disertato Wrestlemania 36 a pochi giorni dalla sua messa in onda, obbligando la WWE ad uno stravolgimento dei piani immediato di cui ha approfittato Braun Strowman, dato che Goldberg avrebbe dovuto perdere il titolo in quell'occasione.

 

La scelta di Reigns aveva fondamenta solide: la leucemia che da anni lo affligge e che, fortunatamente, è in remissione, ha indebolito il suo sistema immunitario, esponendolo maggiormente a rischi seri in caso di contagio. Il samoano preferì (e direi saggiamente) perdere quella edizione e starsene fuori un periodo, onde evitare problemi a lui e alla sua famiglia.

 

Naturalmente questa scelta, per quanto proposta dallo stesso Vince McMahon a tutti i suoi atleti, fece incazzare non poco la dirigenza. Se da un lato la componente umana giustificava la scelta di Roman ed anzi, la appoggiava, dall'altro azzoppava lo show non di un incontro qualunque, ma di uno dei due Main Event. In molti, me compreso, hanno visto in questa situazione come la pietra tombale della carriera del Big Dog.

 

Cosa sia successo poi tra la dirigenza e Roman Reigns non è dato saperlo. Si presuppone ci siano stati contatti, trattative e discussioni, ma alla fine della fiera, l'ex Shield torna cattivissimo, si allea a Paul Heyman e diventa un top heel della federazione, al punto di ritrovarsi nuovamente nel Main Event di Wrestlemania, questa volta da campione, ed uscirne vittorioso con un match stellare.

 

Il suo personaggio, poi, gli è perfettamente cucito addosso: silenzioso, intimidatorio, con un atteggiamento quasi "mafioso". Non è solo forza bruta ma anche astuzia, senza mai però apparire spaventato od intimorito. Riesce a manipolare bene ogni situazione, sconfiggendo l'avversario prima psicologicamente poi fisicamente. Insomma, un vero Assassino Celebrale.

 

In molti, infatti, stanno proponendo il paragone tra Reigns e Triple H, la versione dei primi anni 2000, il "Celebral Assassin" che manipolavala federazione come un fantoccio. Reigns non ha lo stesso potere (non si è sposato la figlia del capo che, insomma, aiuta...), ma il personaggio che interpreta assomiglia molto ai modi di fare di The Game. Non è un segreto di come il Reigns heel sia visto proprio da Triple H come di un prodotto "fatto e finito", come dichiarato ai microfoni di "The Bump", il programma di approfondimento del WWE Network a fine 2020. Una dichiarazione di stima che fortifica il lavoro da cattivo del samoano, molto migliorato nel corso dell'ultimo anno.

 

Quindi, quale sarà il futuro di Roman Reigns? Dubito che perderà la cintura nel breve periodo e difficilmente tornerà in pianta stabile nelle file dei "face", mentre è più probabile un suo posizionamento fra i "tweener", ovvero i cattivi che il pubblico stima e sostiene. Esattamente come è stato HHH negli ultimi anni e, soprattutto, nel periodo del boom che lo portò ad essere uno dei volti della compagnia. Non ha la stoffa da "babyface" alla John Cena, ne il carisma da perenne cattivo ma, se continua su questa costruzione, potrà imporsi come personaggio di punta nell'ampio spazio che lascia la posizione di "adorabile heel". Sperando solo che la WWE ed il suo booking team continuino questa costruzione nel tempo, senza lasciarsi sedurre dalle sirene del merchandise, che indubbiamente premia i buoni dai cattivi.

 

Lode al Roman Reigns "Tribal Chief", lode all' "Head of the Table". Lode a quanto fatto fino ad adesso, forse il miglior Reigns fino ad oggi.


Fight Planet Italia

APPROFONDIMENTI Pubblicato in data 16/04/2021

Licenziamenti WWE: un bilancio

Purtroppo, quel periodo dell’anno è arrivato: la scure dei licenziamenti si è abbattuta sui dipendenti della WWE, e a farne le spese è stato anche qualche nome grosso. Non posso che provare il massimo dispiacere per tutti loro ed esprimere la mia vicinanza e il mio supporto. Qui di seguito troverete una piccola analisi sui rilasci, alcuni dei quali sono autentici sprechi da parte della compagnia di Stamford. 

 

Samoa Joe

Era difficile trattare Samoa Joe peggio della TNA Hoganiana, ma la WWE è riuscita nell’intento. E dire che era partito bene, con due regni da campione NXT e il debutto nel main roster impreziosito dalla vittoria contro Seth Rollins. Da quel momento in poi, la sua gestione è stata parecchio altalenante, con due faide titolate che non lo hanno portato a raggiungere la vetta ; in particolare, a danneggiarlo è stata la rivalità con Brock Lesnar, dove sembrava in grado di mettere in seria difficoltà l’avversario, salvo poi essere sconfitto in pochi minuti. L’ ottima alchimia con AJ Styles non è bastata a convincere la WWE a dargli quella cintura che in questi anni è stata vinta da Jinder Mahal e Kofi Kingston, ma non da lui. Relegato al tavolo di commento a causa degli infortuni, Joe si diceva da mesi pronto a tornare sul ring, ma la federazione ha preferito licenziarlo piuttosto che accontentarlo. A questo punto, il samoano potrebbe fare il figliol prodigo e tornare a Impact Wrestling, ma un suo debutto in AEW gli permetterebbe di rimettersi seriamente in gioco oltre che ritrovare alcune sue vecchie conoscenze, Christopher Daniels e Christian Cage su tutti. Per me, lui è LO spreco per eccellenza da parte della WWE.

 

Billie Kay e Peyton Royce

Due anni fa le Iiconics ricevevano una grossa ricompensa per le loro fatiche, conquistando i titoli di coppia in una Wrestlemania per loro indimenticabile. Il talentuoso duo era riuscito a fare breccia tra il pubblico grazie a una serie di siparietti divertenti al microfono e a una serie di solide prestazioni sul ring. Circa un anno dopo, la WWE ha deciso inspiegabilmente di dividerle, e ai tempi sono stati in molti a sperare in un push per entrambe, anche se Peyton sembrava avvantaggiata per via di un look un po’ più accattivante. Purtroppo, nei mesi successivi le abbiamo viste arrancare parecchio, con la Royce che ha stretto una strana alleanza con Lacey Evans, interrotta a causa della gravidanza di quest’ultima, e Billie che ha tirato fuori dal cilindro la trovata del curriculum, mostrato praticamente a chiunque nel backstage e sul ring di Smackdown. A questo punto, una reunion avrebbe avuto senso, ma sembra proprio che avverrà altrove. Un esordio a Impact garantirebbe loro la conquista in tempi brevi dei tag team titles, mentre l’approdo in AEW permetterebbe a Peyton di riunirsi con suo marito Shawn Spears. Si spera, comunque, che vengano valorizzate ovunque vadano e che tra qualche mese si possa parlare di un grande rimpianto da parte della WWE. Tra l’altro, le qualità sul ring di Billie Kay, messe in evidenza nello stint in Shimmer come “Everybody’s favorite Girlfriend”, non sono mai state sfruttate durante la sua permanenza nella compagnia di Stamford.

 

Chelsea Green

Questo è il rilascio più difficile da spiegare, e ha colpito il mondo del wrestling come un fulmine a ciel sereno. Chelsea Green, dopo un buono stint a NXT, aveva debuttato a Smackdown raccogliendo tanti consensi, ma subendo anche un infortunio che l’ha tenuta lontana dal ring per diversi mesi. Impegnatasi tantissimo nella riabilitazione, Chelsea è tornata a disposizione proprio in questi giorni, e la WWE anziché premiarla ha deciso di rilasciarla, lasciando tutti a bocca aperta. Considerando il talento che abbiamo mostrato a Impact Wrestling, si tratta di un vero spreco, oltre a essere uno smacco per una professionista che stava letteralmente contando i giorni prima del rientro sul quadrato. Ovunque vada, saprà rappresentare un valore aggiunto per la sua divisione e metterà sicuramente in bacheca più di un titolo, sulla falsariga di Deonna Purrazzo, la vittima più illustre dello scorso giro di licenziamenti.

 

Bo Dallas

Proprio mentre sul web si parlava di un suo inserimento nella storyline di The Fiend, tanto che qualcuno ha addirittura ipotizzato che ci fosse lui dentro il costume del “mostro” a Wrestlemania, Bo Dallas è stato rilasciato. Un bravo entertainer che avrebbe potuto dire la sua, sia come personaggio comedy, ruolo che gli ha garantito più di un successo in passato, sia in un ruolo più serio insieme al fratello, con cui ha interagito solamente ai tempi della faida tra il B-Team e il team composto da Bray Wyatt e Matt Hardy. Un vero peccato.

 

Mickie James

Il licenziamento di Mickie James non va a sconvolgere gli equilibri interni della federazione, in quanto la Hardcore Country ha lottato sempre meno negli ultimi anni. La sua esperienza ha contribuito a formare la nuova generazione di lottatrici, ma il suo personaggio aveva già detto tutto, e la profondità attuale del roster le ha reso difficile ritagliarsi uno spazio. Manca sempre meno al suo ritiro definitivo, e probabilmente la vedremo entrare nella Hall Of Fame nel giro di qualche anno.

 

Tucker

Tucker è stato vittima di una storyline realizzata in fretta e furia senza pensare a un piano b. La WWE ha fatto il passo più lungo della gamba quando ha sfruttato il momento d’oro di Otis, reso over dalla love story con Mandy Rose, per dargli la valigetta del Money In The Bank. Realizzata l’impossibilità di mandarlo per il titolo, la compagnia ha deciso di farlo perdere contro The Miz in modo sporco, e perciò ha separato definitivamente gli Heavy Machinery, con il turn heel di Tucker nei suoi confronti. Il risultato è davanti ai nostri occhi: Otis ha faticato sempre di più a emergere, fino a turnare heel e a formare un nuovo tag team con Chad Gable, mentre Tucker è stato messo fuori gioco per mesi, fino a quel rilascio che lui stesso vede come una liberazione. Non lo vedo come una futura top star, ma resta il rimpianto per gli Heavy Machinery, che avrebbero meritato di vincere i titoli di coppia almeno una volta.

 

Kalisto

L’addio di Kalisto era nell’aria da un paio d’anni, poiché il wrestler era finito ai margini della federazione senza più possibilità di emergere. Il pessimo regno da campione US dei primi mesi del 2016, con diversi botch nei match più importanti, ha rappresentato allo stesso tempo il punto più alto della sua carriera e l’inizio del suo inesorabile declino. Non è da escludere una reunion con Sin Cara, così come il ritorno in Messico.

 

Wesley Blake

L’ esperienza fallimentare dei Forgotten Sons ha messo la pietra tombale sulla carriera in WWE di Wesley Blake, che era già naufragata dopo lo split del team con Murphy e Alexa Bliss. Ora dovrà prendere in mano la sua carriera e cercare di sorprendere tutti, ma per il momento il suo riscatto sembra molto difficile.

 

If you don’t know… Now you know!

 

 


Fight Planet Italia

APPROFONDIMENTI Pubblicato in data 14/04/2021

Cesaro ed il suo Canto del Cigno

Cosa ci ha lasciato la prima notte di Wrestlemania? Fra la pioggia e l'emozione di un pubblico vero, sicuramente il match fra Cesaro e Seth Rollins è quella gemma che anche fra 20 anni, riguardandolo, rimarremo stupiti.

Una clinic di wrestling interpretata da due atleti formidabili, dove si percepiva la voglia di entrambi di risaltare e far risaltare l'avversario, consci di come la loro performance avrebbe rubato lo show. Ed in effetti, senza mezzi termini, lo hanno fatto. 

 

Calza anche a pennello la vittoria di Cesaro, sicuramente più bisognoso di successi del suo rivale, che ha ormai consolidato il suo ruolo all'interno della compagnia. Lo svizzero, invece, è sempre stagnato in quel limbo a cavallo fra il midcarding ed il Main Event: troppo bravo per seppellirlo ma non abbastanza da elevarlo. Questa vittoria sul palcoscenico più grande del mondo è una consacrazione importante, segno della grande stima che la federazione ha per il suo lavoro. Ed è, chiaramente, un premio alla carriera. 

 

Bisogna, infatti, muoversi con i piedi di piombo quando parliamo del futuro dello Swiss Cyborg. Se da un lato questa vittoria esalta i suoi sostenitori che lo vorrebbero Campione Mondiale, dall'altro la triste realtà é che, se avessero voluto dare il titolo a Cesaro, lo avrebbero già fatto. La WWE non vede in lui un suo possibile uomo copertina, nonostante i fans lo adorino, ed il suo carisma non raggiunge le vette necessarie per quel salto di qualità necessario per ambire alla gloria massima. Il meglio di sé al microfono Cesaro lo ottiene quando è affiancato da qualcuno, come è stato nel periodo dei Real American o dei più fortunati The Bar. Difatti, in WWE, lo svizzero ha vinto per sette volte i titoli di coppia ed un solo titolo in singolo, quello degli Stati Uniti. 

 

Il momento per far esplodere la sua stella è stato, senza ombra di dubbio, quando fu affiancato a Paul Heyman nel 2014. L'abilità oratoria del Mad Genius, unita al talento tecnico dello svizzero, potevano davvero fare la differenza. Ma la federazione non credette mai in questo progetto, affossandolo in breve tempo. Cosa che non hanno fatto con Brock Lesnar, per esempio, o più recentemente con Bobby Lashley

 

Ad oggi è una utopia pensare che ci sia ancora posto per Cesaro nel giro titolato, specificando che, se mai dovesse accadere, sarei il primo ad esserne felice. Ma con la sua vittoria contro Seth Rollins, lo svizzero ha probabilmente raggiunto il punto più alto della sua carriera, alla quale dobbiamo rendere il giusto tributo esaltandone ogni prestazione, ma senza coltivare il sogno irrealizzabile di un suo regno come Campione Mondiale. 

 

Che poi, se anche dovesse essere, bisogna vedere il contesto: dargli la cintura come "contentino ai fans" in un periodo di stanca od usarlo come sostituto per una fase di transizione (leggasi Braun Strowman) non lo vedo come un vero e proprio successo, per quanto certamente faccia curriculum. Ma Cesaro, a quarant'anni compiuti ed una esperienza ventennale, non ha certo bisogno di una cintura in più per far crescere il suo palmarés o per dimostrare quanto bravo sia. Un conto sarebbe vedere la WWE credere in lui come uomo di punta, altra cosa è dargli un ricordino. Nel dubbio, meglio un grande match a Wrestlemania senza nulla in palio che un regno da campione dimenticabile. 

 

La speranza è l'ultima a morire, ma chi visse sperando morì "non si può dire". Tantovale aggrapparsi ad un mantra più realista:

 

"Non succede. Ma se  succede..."