AEW

AEW DYNAMITE: Thank you Brodie. We love you.

AEW DYNAMITE: Thank you Brodie. We love you.

In memory of Jon Huber.

AEW Pubblicato in data 03/01/2021 da Roberto Rotonda

Nuovo appuntamento con la All Elite Wrestling. Andiamo a vedere cosa è successo questa settimana a DYNAMITE. Dove viene celebrata la vita del compianto Jon Huber, a.k.a. Mr. Brodie Lee in AEW.

 

Oggi ho deciso di non seguire lo schema dei match, in quanto non ce n’è bisogno secondo me. È una celebrazione della vita di Lee. E voglio farlo anche io, senza soffermarmi su incontri e sotoryline varie. Però parto subito col dire che la decisione di impostare una puntata a tema, dove tutti i match includono un membro del Dark Order, è sacrosanta e giusta. Per la cronaca, i team con i membri della fazione capitanata da Mr. Brodie Lee hanno tutti vinto, ma davvero questo è passato in secondo piano.

 

Un tributo perfetto, che ha visto tutti gli atleti coinvolti dare il massimo per celebrare non soltanto un loro collega e compagno di spogliatoio, ma una persona che sembra davvero fosse stupenda. E questo traspare non solo dal roster della AEW, ma anche da chiunque abbia incrociato Huber lungo la via. E a proposito voglio citare la WWE. Che, pur non avendo concesso spazio alla cosa durante i suoi show settimanali, soffermandosi al classico “In memory of..” prima degli show, sul web (YouTube, social vari e sul sito della compagnia) ha omaggiato alla grandissima quello che fu Luke Harper. Con la leggendaria Wyatt Family ha scritto una pagina significativa nella storia recente della compagnia. I fan ne hanno chiesto l’introduzione nella Hall Of Fame di quest’anno, la Wyatt Family come stable ci entrerà sicuramente prima o poi. Harper da solo non credo, anche se parliamo pur sempre di un iconico ex Tag Team Champion e anche ex Intercontinental Champion. Vediamo se succede.

 

 

Tornando a DYNAMITE, la puntata si è aperta con il roster al completo sullo stage, con i dieci rintocchi in memoria di Lee. Presenti anche la moglie Amanda e i loro due figli. Toccanti i ricordi dei suoi colleghi e amici. Lance Archer per il suo incontro si è vestito, come omaggio, utilizzando un ring attire in stile Brodie Lee indy version ma anche Luke Harper. Emozionante vedere Brodie Lee, Jr. in prima fila, vestito come papà, durante tutto l’episodio. Significativo il colpo di kendo stick che il bambino infligge ai danni del villano MJF, che si è dovuto calare a super stronzo (scusate il volgare) in questa particolare occasione, insultando il piccolo e venendo poi colpito in testa. Altrettanto commovente, e anche inatteso, il momento dell’arrivo di Eric Rowan (storico compagno di coppia in WWE) in soccorso dei membri del Dark Order. Bello anche il cartello che l’ex Bludgeon Brother innalza al cielo tra le lacrime, che recita GOOD BY FOR NOW MY BROTHER – “see you down the road”.

 

La puntata inesorabilmente ci porta in un vortice di tristezza e gioia.
La tristezza di sapere che, proprio quando tutti aspettavamo che potesse elevarsi finalmente a World Champion magari anche in questo 2021, l’Exalted One ci è stato strappato via all’improvviso dal nulla. E sì perché se la WWE ha i suoi schemi e la sua politica, dove Huber non è mai stato visto come figura top della compagnia, la AEW era la casa perfetta per dimostrare al mondo e ai fans il contrario. Laddove negli ultimi anni di carriera, Huber poteva trovare quella gloria del titolo mondiale che non ha avuto nella sua precedente avventura major.
La gioia mi direte che è strano menzionarla in un tributo a un defunto. Eppure frammento dopo frammento, che sia uno spezzone di un video o una foto, è solo usando la parola gioia che posso spiegare cosa ha provato il mio cuore vedendo Brodie Lee o Luke Harper in azione. E sono molto contento che la All Elite Wrestling abbia mostrato le foto di Jon Huber anche in situazioni WWE, oltre che proprio con i suoi colleghi di quella che è stata la sua compagnia per quasi una decade. Davvero emozionante.

 

Nel finale Tony Khan e Cody sono sul ring assieme alla moglie Amanda e a Brodie Lee, Jr. e come ultimo atto alla memoria, vengono lasciati a centro ring gli stivali di Lee. Poi Khan consegna il TNT Championship tra le braccia di Brodie Lee, Jr., affermando che Mr. Brodie Lee è il più grande TNT Champion di sempre e che sarà TNT Champion For Life. Ritirando di fatto il titolo. Nonostante un po’ di confusione, è stato Tony Schiavone a chiarire che presto la federazione avrà una nuova cintura. Presumibilmente consegnata a Darby Allin, che risulta essere ancora, sul sito ufficiale della promotion, TNT Champion.

 

 

Un omaggio doveroso, realizzato ottimamente. Toccante nel profondo, anche a scriverlo ho qualche brivido. D’altronde nel 2013 fui tra i primi a parlare di Wyatt Family, scrivendo quanto segue nel finale di uno dei miei vecchi articoli: “Sono un qualcosa che in WWE mancava, cattivi, folli, psicopatici e dannatamente convincenti in questa veste. Soprattutto sono quel tipo di heel che ci voleva e che, a mio parere, negli ultimi tempi solo Mark Henry e i ragazzi dello Shield hanno saputo interpretare con successo. La WWE si ritrova tra le mani una gallina dalle uova d’oro, e che il Dio del wrestling metta sulla retta via le menti, spesso poco geniali, che in WWE stravolgono i lottatori senza alcun senso logico purtroppo tante volte.

È proprio il caso di dirlo, era ora che la WWE offrisse personaggi un po’ più curati nei dettagli e con tendenze che possono far riavvicinare anche un certo tipo di pubblico stanco delle solite cose per ragazzini. La Wyatt Family deve restare a lungo in nostra compagnia, anche perché i tre lottatori hanno le qualità per fare dei bei match e ambire da subito a qualche titolo. Dite che esagero? Staremo a vedere gente, staremo a vedere.”

 

Purtroppo i miei dubbi sulle menti poco geniali sono ancora qui. Per nostra fortuna però, oggi abbiamo anche la All Elite Wrestling, che ha ridato lustro e splendore a Brodie Lee, dandoci così qualcosa in più da aggiungere al nostro archivio della memoria. Che durante questo episodio speciale, ci ha ricordato che abbiamo avuto il piacere di essere intrattenuti da una bellissima persona. Che, Brodie Lee o Luke Harper che sia stata, mancherà tantissimo a tutta la community mondiale del wrestling.

 

Thank you Luke Harper
Thank you Mr. Brodie Lee.

Thank you Jon. We love you.



Fight Planet Italia

AEW Pubblicato in data 09/01/2021

AEW DYNAMITE: Too Sweet

Analisi DYNAMITE.

Nuovo appuntamento con la All Elite Wrestling. Andiamo a vedere cosa è successo questa settimana a DYNAMITE. Anno che si apre con ben due match titolati, laddove vengono difese le cinture di AEW Women’s World Champion e AEW World Champion.

 

Apriamo la serata con il match a squadre tra Young Bucks e SCU opposti a Acclaimed e Hybrid2. Match bello per chi piace il genere, tuttavia trovo che la federazione faccia uso e abuso di questi incontri a più lottatori che spesso non hanno nemmeno una chiara logica di storia. Non è questo il caso comunque, in quanto l’intreccio tra le coppie è rispecchiato dagli eventi delle scorse puntate. A vincere sono Bucks/SCU, e il tutto fa da tramite per una eventuale sfida, con i titoli di coppia in palio, tra i fratelli Jackson e la coppia Daniels/Kazarian. Ci sta.

 

Il ritorno di Jon Moxley è accompagnato come sempre da un promo tutto cuore e palle. Omega è avvisato, il titolo e la sua integrità saranno difese sempre da Mox.

 

Ci vorranno 4-5 mesi per rivedere Trent lottare. La scelta, anche naturale e logica, è di continuare il feud tra Best Friends e Miro-Sabian semplicemente con Orange Cassidy possibilmente ancor più protagonista. Miro in un simpatico segmento nella zona interviste lancia una sfida a Chuck Taylor, se settimana prossima lo sconfigge, Taylor sarà il suo young boy (espressione tipica nella cultura nipponica) fino al matrimonio. Non dico niente per ora, vediamo che s’inventano.

 

Jake Hager vs Wardlow è stato un buon incontro. I due si sono impegnati quanto basta per offrire un match buono ed equilibrato. Wardlow porta a casa la vittoria prendendo lo slancio definitivo, durante il match, arrivando quasi a dominare il rivale. I due alla fine si battono il pugno in segno di rispetto. Tuttavia mi è sembrato più un onesto riempitivo che un match da cui trarre spunti utili. Le prossime settimane daranno o meno conferma.

 

Non sono un fan dei Weigh In prestati al wrestling. Quindi il segmento tra Brian Cage e Darby Allin l’ho trovato antipatico in generale. Anche perché non ha senso confrontare il peso di uno della stazza di Cage con uno della stazza dell’attuale TNT Champion (bella la nuova cintura), si vede chi è più grosso. Allin sfida poi il Team Taz che, ancora una volta, indietreggia e si ritira per l’arrivo di Sting. Sul quale a dire il vero, riflettendoci bene, sono arrivato alla conclusione che forse affiancarlo a Allin non sia la scelta migliore per quest’ultimo. Non può una figura troppo leggendaria come Sting essere il manager/protettore di Allin, che credo possa essere poi accostato sempre come quello a cui Sting ha fatto il manager. Il ragazzo deve crescere e farsi da solo e i manager devono essere manager, come Heyman, Bearer, Fuji, Jimmy Hart o Heenan, figure sì di spessore che però non oscurano i loro protetti.  L’augurio è che in qualche modo si crei una sorta di Championship Cinematic Match tra i due, dove magari Sting può pure perdere, cosa che darebbe sicuramente più risalto alla crescita della carriera di Allin.

 

Il match tra Cody, accompagnato dal suo coach per l’occasione Snoop Dogg, e Matt Sydal è ben combattuto. Ma non dà spunti particolari, The American Nightmare vince in quella che, nonostante la buona prova di entrambi, è solo una contesa creata per permettere a Snoop Dogg di eseguire un bruttissimo tuffo dalla corda più alta sul povero Serpentico. Per la serie Una Cagata Pazzesca!
Cosa comunque accaduta dopo che Cody lo aveva accidentalmente colpito durante l’incontro, e che ha portato poi Serpentico e Luther ad attaccarlo a fine match. Sydal si è schierato dalla parte di Dogg e Cody.
A me queste cose così, una tantum, non danno fastidio. Ma lo dico per i vari fanboys lì fuori, bisogna che siate più coerenti. Perché se un segmento così lo facevano WWE o IMPACT Wrestling, di sicuro venivano giù quintali di cacca.

 

 

Personalmente mi intrigava molto il match per il titolo tra la AEW Women’s World Champ Hikaru Shida e Abadon. E devo ammettere che come è stato sviluppato e portato avanti mi è piaciuto. Narrativamente hanno saputo raccontare l’Abadon personaggio macabro, con comportamenti di vampirismo da horror. Tuttavia il finale mi ha deluso, in quanto a Super Shida alla fine è bastata la running knee per restare campionessa. Un po’ poco per sconfiggere un qualcosa che trascende l’umano e si colloca più nel campo del mostruoso. Non mi pare sia stata la scelta migliore per Abadon come character, bisognava forse trovare un finale diverso, peccato.

 

 

Il Main Event non mi ha sorpreso. Avevo detto qualche settimana fa che poteva essere un match memorabile, e lo è stato. D’altronde Kenny Omega e Rey Fenix sono due wrestler eccezionali. Per l’impostazione della federazione nell’offrire i suoi incontri, davvero match spettacolare. Anche se l’hype per il risultato è venuto meno in quanto impensabile la sconfitta di The Cleaner, che infatti ha difeso con successo. È il post match a regalare un suggerimento importante, Kingston e soci mettono k.o. PAC e Penta nel backstage. Omega allora se la prende con Fenix, arriva Moxley munito di mazza col filo spinato che lo colpisce. Dalla barricata arrivano Karl Anderson e Doc Gallows da IMPACT. I Good Brothers arrivano in soccorso di Omega attaccando prima Mox, poi i vari wrestler che gli vanno contro. Arrivano anche i Young Bucks, che prima sembrano perplessi, poi però si schierano con i vecchi compagni del Bullet Club, con l’episodio che si conclude con il gruppo unito nel famoso e iconico gesto del Too Sweet.

 

L’arrivo dei Good Brothers, vista la partnership con IMPACT Wrestling, era in qualche modo prevedibile prima o poi. Quindi non ha sorpreso più di tanto, ma è stato bello vedere a distanza di qualche anno buona parte della storia del Bullet Club riunita a centro ring. Vediamo ora come i Bucks continueranno, visto anche il loro ruolo esecutivo, a inserirsi nella storyline.

 

Anche per oggi è tutto. Alla prossima.


Fight Planet Italia

AEW Pubblicato in data 03/01/2021

AEW DYNAMITE: Thank you Brodie. We love you.

In memory of Jon Huber.

Nuovo appuntamento con la All Elite Wrestling. Andiamo a vedere cosa è successo questa settimana a DYNAMITE. Dove viene celebrata la vita del compianto Jon Huber, a.k.a. Mr. Brodie Lee in AEW.

 

Oggi ho deciso di non seguire lo schema dei match, in quanto non ce n’è bisogno secondo me. È una celebrazione della vita di Lee. E voglio farlo anche io, senza soffermarmi su incontri e sotoryline varie. Però parto subito col dire che la decisione di impostare una puntata a tema, dove tutti i match includono un membro del Dark Order, è sacrosanta e giusta. Per la cronaca, i team con i membri della fazione capitanata da Mr. Brodie Lee hanno tutti vinto, ma davvero questo è passato in secondo piano.

 

Un tributo perfetto, che ha visto tutti gli atleti coinvolti dare il massimo per celebrare non soltanto un loro collega e compagno di spogliatoio, ma una persona che sembra davvero fosse stupenda. E questo traspare non solo dal roster della AEW, ma anche da chiunque abbia incrociato Huber lungo la via. E a proposito voglio citare la WWE. Che, pur non avendo concesso spazio alla cosa durante i suoi show settimanali, soffermandosi al classico “In memory of..” prima degli show, sul web (YouTube, social vari e sul sito della compagnia) ha omaggiato alla grandissima quello che fu Luke Harper. Con la leggendaria Wyatt Family ha scritto una pagina significativa nella storia recente della compagnia. I fan ne hanno chiesto l’introduzione nella Hall Of Fame di quest’anno, la Wyatt Family come stable ci entrerà sicuramente prima o poi. Harper da solo non credo, anche se parliamo pur sempre di un iconico ex Tag Team Champion e anche ex Intercontinental Champion. Vediamo se succede.

 

 

Tornando a DYNAMITE, la puntata si è aperta con il roster al completo sullo stage, con i dieci rintocchi in memoria di Lee. Presenti anche la moglie Amanda e i loro due figli. Toccanti i ricordi dei suoi colleghi e amici. Lance Archer per il suo incontro si è vestito, come omaggio, utilizzando un ring attire in stile Brodie Lee indy version ma anche Luke Harper. Emozionante vedere Brodie Lee, Jr. in prima fila, vestito come papà, durante tutto l’episodio. Significativo il colpo di kendo stick che il bambino infligge ai danni del villano MJF, che si è dovuto calare a super stronzo (scusate il volgare) in questa particolare occasione, insultando il piccolo e venendo poi colpito in testa. Altrettanto commovente, e anche inatteso, il momento dell’arrivo di Eric Rowan (storico compagno di coppia in WWE) in soccorso dei membri del Dark Order. Bello anche il cartello che l’ex Bludgeon Brother innalza al cielo tra le lacrime, che recita GOOD BY FOR NOW MY BROTHER – “see you down the road”.

 

La puntata inesorabilmente ci porta in un vortice di tristezza e gioia.
La tristezza di sapere che, proprio quando tutti aspettavamo che potesse elevarsi finalmente a World Champion magari anche in questo 2021, l’Exalted One ci è stato strappato via all’improvviso dal nulla. E sì perché se la WWE ha i suoi schemi e la sua politica, dove Huber non è mai stato visto come figura top della compagnia, la AEW era la casa perfetta per dimostrare al mondo e ai fans il contrario. Laddove negli ultimi anni di carriera, Huber poteva trovare quella gloria del titolo mondiale che non ha avuto nella sua precedente avventura major.
La gioia mi direte che è strano menzionarla in un tributo a un defunto. Eppure frammento dopo frammento, che sia uno spezzone di un video o una foto, è solo usando la parola gioia che posso spiegare cosa ha provato il mio cuore vedendo Brodie Lee o Luke Harper in azione. E sono molto contento che la All Elite Wrestling abbia mostrato le foto di Jon Huber anche in situazioni WWE, oltre che proprio con i suoi colleghi di quella che è stata la sua compagnia per quasi una decade. Davvero emozionante.

 

Nel finale Tony Khan e Cody sono sul ring assieme alla moglie Amanda e a Brodie Lee, Jr. e come ultimo atto alla memoria, vengono lasciati a centro ring gli stivali di Lee. Poi Khan consegna il TNT Championship tra le braccia di Brodie Lee, Jr., affermando che Mr. Brodie Lee è il più grande TNT Champion di sempre e che sarà TNT Champion For Life. Ritirando di fatto il titolo. Nonostante un po’ di confusione, è stato Tony Schiavone a chiarire che presto la federazione avrà una nuova cintura. Presumibilmente consegnata a Darby Allin, che risulta essere ancora, sul sito ufficiale della promotion, TNT Champion.

 

 

Un omaggio doveroso, realizzato ottimamente. Toccante nel profondo, anche a scriverlo ho qualche brivido. D’altronde nel 2013 fui tra i primi a parlare di Wyatt Family, scrivendo quanto segue nel finale di uno dei miei vecchi articoli: “Sono un qualcosa che in WWE mancava, cattivi, folli, psicopatici e dannatamente convincenti in questa veste. Soprattutto sono quel tipo di heel che ci voleva e che, a mio parere, negli ultimi tempi solo Mark Henry e i ragazzi dello Shield hanno saputo interpretare con successo. La WWE si ritrova tra le mani una gallina dalle uova d’oro, e che il Dio del wrestling metta sulla retta via le menti, spesso poco geniali, che in WWE stravolgono i lottatori senza alcun senso logico purtroppo tante volte.

È proprio il caso di dirlo, era ora che la WWE offrisse personaggi un po’ più curati nei dettagli e con tendenze che possono far riavvicinare anche un certo tipo di pubblico stanco delle solite cose per ragazzini. La Wyatt Family deve restare a lungo in nostra compagnia, anche perché i tre lottatori hanno le qualità per fare dei bei match e ambire da subito a qualche titolo. Dite che esagero? Staremo a vedere gente, staremo a vedere.”

 

Purtroppo i miei dubbi sulle menti poco geniali sono ancora qui. Per nostra fortuna però, oggi abbiamo anche la All Elite Wrestling, che ha ridato lustro e splendore a Brodie Lee, dandoci così qualcosa in più da aggiungere al nostro archivio della memoria. Che durante questo episodio speciale, ci ha ricordato che abbiamo avuto il piacere di essere intrattenuti da una bellissima persona. Che, Brodie Lee o Luke Harper che sia stata, mancherà tantissimo a tutta la community mondiale del wrestling.

 

Thank you Luke Harper
Thank you Mr. Brodie Lee.

Thank you Jon. We love you.


Fight Planet Italia

AEW Pubblicato in data 19/12/2020

AEW DYNAMITE: Chi fermerà Kenny Omega?

Analisi DYNAMITE.

Nuovo appuntamento con la All Elite Wrestling. Andiamo a vedere cosa è successo questa settimana a DYNAMITE.

 

La puntata comincia con il match tra John Silver & Alex Reynolds del Dark Order in squadra con “Hangman” Adam Page che affrontano Matt Hardy e i Private Party (Marq Quen e Isiah Kassidy). Un opener piacevole, che vede Page collaborare bene con i compagni. Anche nell’altro team i meccanismi sono ben oliati. Da segnalare il tag che Hardy si prende per eseguire soltanto lo schienamento vincente al posto del compagno legale. Con i Private Party che restano un po’ attoniti per questo strano e inaspettato comportamento.
È sicuramente questo il momento da evidenziare, magari finalmente si spingerà di più sul Multiuniverso Hardy. Mi auguro che tra Hangman e il Dark Order sia finita qua, ma non ne sono sicuro.

 

 

Fuori contesto e inutile il segmento video che vede annunciare la nascita del primo nascituro di casa Rhodes. Boh, non so che senso ha fare questi segmenti. Per fortuna poi Cody è impegnato nel match contro Angelico. Altro bell’incontro ma dal sapore liofilizzato in quanto troppo telefonata la vittoria dell’ex TNT Champion. Più che altro è il post match a catturare l’attenzione. Quando Taz e il suo team al completo fanno capolino per offendere prima Cody e poi Darby Allin presente al solito sugli spalti. Quando le cose sembrano farsi serie, è Sting a comparire puntando la mazza da baseball contro i cattivi, facendo frenare Taz e soci. Cosa avevo detto sette giorni fa, lo ricordate?
“..allora perché non fare un classico dello Stinger. Arriva, non dice nulla, non risponde ad alcuna domanda, prende la mazza da baseball dal giaccone e la punta verso Allin. Mi sarei gasato molto di più. Voglio vedere Sting parlare il meno possibile.” Insomma è in pratica quello che è successo, e così deve essere anche in futuro. Sting deve fare Sting!

 

 

Così come Eddie Kingston fa l’Eddie Kingston quando prende parola a centro ring per insultare PAC prima e Lance Archer poi. Quest’ultimo non ci sta e lo raggiunge dando vita a una zuffa che poi coinvolgerà The Butcher and The Blade, Rey Fenix, lo stesso PAC e il rientrante Penta El Zero Miedo. Interessante l’attimo in cui The BASTARD toglie Kingston dalle mani di Archer e il Murderhawk Monster sembra non prenderla tanto bene. Tuttavia resta al fianco della Death Triangle senza che nulla accada.
Mi è piaciuto il segmento in questione, oltre all’aver dato seguito logico alla rivalità tra il Mad King e i suoi ex compagni, ha aperto un possibile e verosimile feud tra PAC e Archer da cui qualcosa di avvincente potrebbe scaturire.

 

Il 12-Man Tag Team Match tra Inner Circle—“Demo God” Chris Jericho, MJF, Sammy Guevara, Ortiz, & Santana, Jake Hager e Best Friends—Chuck Taylor & Trent, Top Flight—Darius & Dante Martin, Varsity Blondes—Brian Pillman, Jr. & Griff Garrison è buono per la posizione occupata nella card. Alla fine della fiera serve più a costruire la sfida che i Top Flight lanciano a Chris Jericho e MJF, quest’ultimo autore dello schienamento vincente per i suoi.
Chissà se c’è intenzione di concedere una vittoria che sarebbe importante ai due giovani o se è un tentativo di abbozzare qualcosa di nuovo mettendo Friedman e Le Champion in coppia in pianta stabile. Così, tanto per fantasticare, un match tra loro e i Young Bucks sarebbe sicuramente stuzzicante.

 

I fratelli Jackson saranno poi offesi dagli Acclaimed al termine del match vinto in maniera scorretta contro la SCU. Incontro piacevole che è passato anche dalla rap battle iniziale molto divertente. Sembra che l’attenzione posta dal sottoscritto una settimana fa sulla gestione di queste coppie nuove sia stata subito trattata a dovere. Infatti in questo episodio Top Flight prima e Acclaimed poi, hanno messo un mattoncino importante verso una costruzione più seria e credibile. Meglio così.

 

Britt Baker attacca Thunder Rosa alle spalle avendo la meglio nel segmento in questione. Funzionale e ben fatto, per la divisione femminile un feud notevole che si sta portando avanti molto bene.

 

Continuiamo a occuparci di ragazze con il tag team match tra Ivelisse & Diamante contrapposte a Big Swole e Serena Deeb. Contesa buona che sembra continuare il momentum positivo nella scena rosa della AEW, che nelle ultime settimane pare aver trovato finalmente la giusta via. Sono Swole e Deeb a vincere. Poi Nyla Rose attacca la NWA World Women’s Champion e la sua partner odierna alle spalle e sarà Red Velvet, con l’aiuto di Santissima Madre Steel Chair, a salvare capre e cavoli. Teniamo l’entusiasmo a freno e vediamo come le cose evolveranno. Ma finalmente le storie cominciano a sembrare armoniose e con un filo conduttore chiaro.

 

 

E chiudiamo con il Main Event tra l’AEW World Champion Kenny Omega e Joey Janela. Match che rispetta benissimo le premesse della matrice hardcore con Janela sempre super affidabile in queste stipulazioni. Su The Cleaner c’è davvero poco da dire, parliamo di uno dei migliori wrestler della sua generazione e non solo. Impossibile rimanere delusi dai suoi match. Nonostante la buona riuscita dell’incontro, forse l’hype del risultato viene un po’ a mancare visto il momento non proprio da protagonista del Bad Boy che perde con onore.

 

 

E infatti più della sfida in sé e del risultato, il focus è tutto sul finale caratterizzato dall’arrivo a fine match della Death Triangle. Con PAC che, dopo una serie di battute anche con Callis, comunica a Omega che dovrà difendere il titolo contro Rey Fenix il 30 dicembre, in quanto dopo aver parlato con Tony Kahn e avergli fatto presente che Fenix non ha mai perso nel torneo di #1 Contender al World Championship (vinto proprio dall’attuale Campione) ma ha dovuto abbandonare causa problemi fisici, il patron della AEW ha avallato la proposta. Presupposto più che valido per un title match.
Sarà molto probabilmente uno dei migliori incontri mai visti a DYNAMITE, tuttavia pare essere solo una sfida transitoria per il Campione.

 

Una puntata di gran lunga migliore della precedente, almeno per me.

 

Anche per oggi è tutto. Alla prossima.