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AEW DYNAMITE: New Year’s Smash Night 2

AEW DYNAMITE: New Year’s Smash Night 2

TNT Championship Match, Allin vs Cage.

AEW Pubblicato in data 16/01/2021 da Roberto Rotonda

Nuovo appuntamento con la All Elite Wrestling. Andiamo a vedere cosa è successo questa settimana a DYNAMITE. Seconda notte a tema per DYNAMITE, che in queste edizione di New Year’s Smash vede la difesa del TNT Championship nel Main Event.

 

 

Il primo incontro è la sfida tra Eddie Kingston e PAC. Che si sviluppa in due parti, dove entrambi riescono ad avere la meglio l'uno dell'altro a fase alterna. Regalandoci un opener bello fisco e anche ben narrato. Infatti la vittoria del BASTARD, via pin post Black Arrow, è significativa per tutto quello che è successo tra lui e il Mad King in queste settimane. Quando la tensione sale tra Death Triangle e The Butcher and The Blade, è Lance Archer a calmare le acque. Andando faccia a faccia soprattutto con il britannico. Può questa essere una nuova alleanza, oppure un nuovo feud all'orizzonte ci aspetta.

 

Non abbiamo avuto sorprese dal match tra Chuck Taylor e Miro. Con quest'ultimo imbattuto da quando è arrivato in AEW, era difficile vederlo perdere. Soprattutto considerando la storia del Young Boy nata sette giorni fa. Dunque ovvia la sua vittoria a livello di storyline, era la scelta più giusta a mio avviso. Match comunque solido che ha visto anche Kip Sabian mettere k.o. Orange Cassidy.

 

Matt Hardy per me rimane una delle incognite della federazione. Se all'esordio era sembrato chiaro il suo percorso post WWE, da settimane devo dire che vederlo relegato a ruoli tuttalpiù marginali mi rattrista. Manager dei Private Party, anche con segmenti abbastanza anonimi per me. L'augurio è che si aggiusti il tiro. Dov'è finito il genio creativo ammirato in TNA/IMPACT e a tratti anche nella stessa WWE?

 

 

Perfetto il segmento della Inner Circle. Che ci regala così un nuovo capitolo per il gruppo. La settimana prossima Jericho fa coppia con MJF per sfidare Santana & Ortiz e Sammy Guevara & Jake Hager per decidere chi sarà il tag team ufficiale della stable. Al solito ottimo intrattenimento dai vari componenti.

 

 

Il ritorno della Elite si è trasformato in una pantomima dove Don Callis ha presentato i migliori amici di Kenny Omega e, invece dei Young Bucks, ha annunciato i Good Brothers. Sono stati loro infatti a far squadra con l’AEW World Champion nel match che, senza alcun clamore, hanno vinto contro Danny LimeLight & The Varsity Blondes. Match solido, anche se come detto di recente, forse fin troppo abusato dalla federazione.
A fine match Jon Moxley da solo va contro tutti e, proprio quando sembra arrivare il peggio per lui, i Lucha Bros arrivano per stabilire la parità numerica. Ne nasce una bella mischia apprezzabile, a cui Matt e Nick Jackson cercano di porre fine tentando di calmare Mox. Ma ricevendo un bel Superkick Party dai Lucha Bros. Per i Bucks situazione di Cornuti e Mazziati, in quanto presi in giro dai loro storici amici, e anche stesi dai fratelli messicani. Se tutto ciò non vi basta per avere interesse, il wrestling non fa per voi.
Buonissima costruzione per tutte le componenti coinvolte, speriamo solo che il tutto non vada a sfociare nell’ennesimo match a 80000 Uomini.

 

Divertente e molto funzionale il segmento del The Waiting Room with Dr. Britt Baker. L’ospite Cody viene raggiunto da Jade Cargill che non gli risparmia un notevole schiaffo. Quando la ragazza chiede di volere un’avversaria (dopo che Brandi è impossibilitata a affrontarla causa gravidanza), Red Velvet entra nella stanza e parte una rissa a cui le altre ragazze della compagnia mettono fine separando le due atlete. Andando così a cambiare il futuro di questa storyline, ma senza averne modificato la natura rude e selvaggia che, anche con Brandi Rhodes, avevamo ammirato.
In più la chicca di Thunder Rosa (via promo video) che annuncia di aver parlato con Tony Khan, ottenendo un match contro Baker per l’edizione di DYNAMITE del 3 febbraio rinominata Beach Break. Altro momento ben fatto, con la dentista incavolata che insiste col dire di non voler combattere.

 

La sfida tra Jurassic Express (Marko Stunt & Jungle Boy) e gli FTR va come deve. E cioè con i primi a fare un bel match e impensierire gli ex campioni di coppia, che alla fine la spuntano grazie all’assist scorretto del loro manager Tully Blanchard. Storia destinata a proseguire, al team giurassico servirebbe un feud vincente contro un team assestato per tentare seriamente l’assalto ai titoli. Vediamo se la strada è quella.

 

 

Discorso abbastanza simile per l’NWA Women’s World Championship Match tra la campionessa Serena Deeb e Tay Conti. Contesa godibile ed equilibrata, entrambe fanno una buonissima prova. Ma è Deeb a vincere. È un bene enorme per la divisione avere una come lei nel roster, oltre che per essere una protagonista attiva, è un elemento molto importante per far crescere le altre più giovani e alzare l’asticella della divisione femminile.

 

 

E chiudiamo con il Main Event dove Darby Allin difende il TNT Championship contro Brian Cage. Lo sviluppo del match a livello narrativo, per quanto abbia la sua logica visto anche il Weigh In dello scorso episodio, non mi è piaciuto. Cage ha in pratica annientato il Campione, facendolo volare sul tavolo fuori ring e dominandolo poi essenzialmente per tutto l’incontro. Tenendo fede alla tagline di presentazione “Big vs Small”. Allin resiste a tutto e anche di più e, nonostante il tutto per la promotion abbia la sua logica, anche in questo caso ho trovato una forzatura vedere un near fall dopo l’altro, cosa che a mio avviso ha fatto perdere di credibilità al match. L’assurdo si ha quando Ricky Starks cerca di favorire il compagno di stable e Sting, alla sua maniera, arriva per proteggere il match dall’interferenza. A questo punto ad Allin basta una “semplice” crucifix bomb per schienare Cage e mantener saldo il titolo in spalla.
Va bene il cuore oltre l’ostacolo, la resilienza, la forza di volontà nel non mollare mai. Ma non è questo, a mio avviso, il modo giusto di costruire Allin. Che, non avendo bisogno di interpretare il ruolo del piccoletto che viene sopraffatto e poi vince in qualche modo, esce male da ciò a mio avviso. Anche se, ripeto, per come il feud è stato impostato il tutto ha la sua logica. Solo che io non la condivido. Inoltre settimana scorsa lo avevo anche detto, ve lo rimetto qua: “Non può una figura troppo leggendaria come Sting essere il manager/protettore di Allin, che credo possa essere poi accostato sempre come quello a cui Sting ha fatto il manager. Il ragazzo deve crescere e farsi da solo e i manager devono essere manager, come Heyman, Bearer, Fuji, Jimmy Hart o Heenan, figure sì di spessore che però non oscurano i loro protetti.”

 

Non siamo ufficialmente ancora arrivati al ruolo di manager/protettore, ma qualche indizio in quel senso lo abbiamo. Niente di così grave sia chiaro, è sempre lecito andarci piano e aspettare di vedere come le cose procederanno.

 

Anche per oggi è tutto. Alla prossima.



Fight Planet Italia

AEW Pubblicato in data 20/02/2021

AEW DYNAMITE: Omega e Moxley faranno il botto

Analisi AEW Dynamite.

Nuovo appuntamento con la All Elite Wrestling. Andiamo a vedere cosa è successo questa settimana a DYNAMITE.

 

Partiamo dal tag team match tra la coppia Adam Page & Matt Hardy e gli Hybrid2. Dove più dell’incontro in sé, vinto dai primi con Hardy al solito che prova a fare il protagonista con blind tag, a far notizia è il post match. Dove Big Money Matt pensa di aver fregato Hangman che, invece, sul foglio fattogli firmare da Page in realtà ha posto la firma per un match tra i due a REVOLUTION. Hardy incacchiato però non si dispera, in quanto in qualche modo aveva sentito odore di guai, e dunque ecco che sotto la maschera della mascotte dei Jaguars in realtà c’è Isiah Kassidy a cui ordina di attaccare Page, assieme a Angelico ed Evans (a cui vengono offerti migliaia di dollari). A salvare Page è l’intero Dark Order. Ora, un incontro tra i due in ppv sicuramente ci sta visti gli sviluppi della situazione, solo che il modo in cui ci si è arrivati, mi ha lasciato qualche minima perplessità. Se Page aveva fregato Hardy cogliendolo di sorpresa, come faceva quest’ultimo a prevedere l’accadimento, facendo nascondere il suo assistito sotto mentite spoglie? Certo, qualcuno mi dirà che lo avrebbe fatto colpire a prescindere, ma non avrebbe avuto senso senza “l’imbroglio” di Page. Per questo mi è sembrata una piccolissima forzatura. Niente di scandaloso ovviamente. Ma un po’ più di cura nei dettagli aiuterebbe.

 

Accattivante la sfida tra Serena Deeb e Riho, uno di quei match che fanno ben sperare per la crescita della divisione femminile. Sfida intensa, equilibrata, con il minutaggio giusto, e anche piacevole. Da premiare entrambe le lottatrici, anche per come hanno saputo narrare la sfida che valeva la qualificazione al turno successivo del torneo che assegna la palma di prossima sfidante all’AEW Women’s World Championship. La giapponese, al ritorno dopo la lunga assenza causa restrizioni covid, si aggiudica la vittoria. Scelta giusta e forse anche prevedibile alla vigilia. Questa è la qualità media che vogliamo vedere stabilmente in AEW per quanto riguarda le ragazze.

 

Poco da dire sul riempitivo tra Orange Cassidy e Luther. Il Freshly Squeezed vince senza alcun clamore nonostante il rivale abbia provato ad avvantaggiarsi all’inizio anche grazie al suo collega Serpentico, pareggiato e neutralizzato da Chuck Taylor.
Così come per la vittoria degli FTR sui fratelli Sydal, servita più al ritorno di Luchasaurus e della Jurassic Express, e alla continuazione della storyline tra le due coppie.

 

Il Team Taz fronteggia Sting, il quale si becca la powerbomb da Brian Cage. Primo bump televisivo serio dopo qualche anno per lo Stinger che così saggia il suo corpo in vista degli impegni futuri. Se lo tengono impegnato con match più che altro cinematici, senza stressare troppo il martoriato fisico, anche in AEW lascerà il suo marchio indelebile. Non vedo l’ora che arrivi REVOLUTION. Sono anni che aspetto di rivedere la ragione per cui amo il wrestling tornare in azione!

 

L’AEW World Tag Team Championship Match tra i campioni Young Bucks e Santana & Ortiz si lascia guardare con facilità. Ed è normale quando si affrontano due dei migliori tag team al mondo. Però a dire il vero l’hype per il risultato non è che fosse il massimo, troppo scontata infatti la conferma dei fratelli Jackson. Arrivata dopo un buonissimo match, che ha visto anche l’allontanamento della Inner Circle per colpa di MJF che ha provato a interferire. La stable di Jericho fa ritorno alla fine per attaccare i Bucks, che subiscono la sottomissione da parte di Le Champion e di MJF, battendo le mani al tappeto in segno di resa. Kenny Omega dal backstage vorrebbe intervenire, Don Callis lo blocca e manda i Good Brothers che arrivano a rilento a frittata ormai fatta. Quante cose succulente in un solo segmento, non so come si fa a dire “Non riesco a capire le storie in AEW”. Eh, forse il problema non è la promotion.

 

E chiudiamo con il Main Event a squadre tra Butcher, Blade & Eddie Kingston contro Lance Archer, Rey Fenix e Jon Moxley. Sfida fisica e intensa, a tratti anche caotica. Alla fine è l’ex AEW World Champion a effettuare il pin vincente sull’ex amico Kingston. Mox che poi viene attaccato dai Good Brothers alle spalle. Per favorire così l’arrivo di Kenny Omega. L’attuale AEW World Champion si dice pronto a affrontare Moxley a REVOLUTION, ma sarà lui a decidere la stipulazione. Un Exploding Barbed Wire Death Match! Dopo essersi beccato, come risposta, una bella headbutt da Moxley, Omega chiude la serata colpendolo con due feroci V-triggers.

 

Ordunque la promotion dà una sterzata forte al suo tipico stile, che di grosso modo finora è stato “violento nella norma e il giusto” con una stipulazione ultraviolent che di sicuro non è una scelta caratteristica per una major. Ma faccio tutti i complimenti alla promotion per la scelta, che per me è anche un omaggio, un tributo a questa branca del wrestling troppo spesso ghettizzata e messa ai margini, senza magari averne mai provato a capirne il senso e/o a conoscerne almeno un minimo di storia. La rivalità di Omega e Moxley, comunque ben si presta per un finale che definirei Esplosivo. Due dei migliori al mondo che sputeranno letteralmente sangue sul ring. Corro a fare la scorta di birra e popcorn.

 

Anche per oggi è tutto. Alla prossima.


Fight Planet Italia

AEW Pubblicato in data 06/02/2021

AEW DYNAMITE: Buona notte Moxley

Beach Break Time in AEW!

Nuovo appuntamento con la All Elite Wrestling. Andiamo a vedere cosa è successo questa settimana a DYNAMITE. Episodio speciale, rinominato Beach Break, che va a dare sempre più forma alla card del prossimo evento pay-per-view della promotion, REVOLUTION.

 

 

A cominciare dalla Tag Team Battle Royale che va a definire gli avversari dei Campioni di Coppia in ppv o, nel caso di vittoria dei Young Bucks, gli attuali AEW World Tag Team Champions potranno scegliere i loro avversari. Il vantaggio è tutto dalla parte di due stable, Dark Order e Inner Circle, che schierano in tutto 10 uomini. Dove i primi si presentano con due coppie, e i secondi addirittura con tre. Match ben narrato e davvero valido come opener. Che vede anche l’interferenza dei Good Brothers. Alla fine Chris Jericho e MJF si aggiudicano la vittoria con il leader che elimina (sembra accidentalmente) anche Sammy Guevara. Che poi più tardi nella serata abbandonerà i festeggiamenti (per essere stato eliminato intenzionalmente) del gruppo, con anche gli altri a dire il vero abbastanza seccati da quanto accaduto nella Battle Royale. Jericho lo segue per chiarirsi, MJF invece caccia via il cameraman per restare con gli altri e avere una conversazione privata.
Match che non ha visto presenti gli FTR, esclusi a causa del comportamento di sette giorni fa. I due (tre col manager Tully Blanchard), per ripicca, hanno sequestrato Marko Stunt, imbavagliandolo a una sedia. Buono spunto per continuare la rivalità.
È sotto gli occhi di tutti che la divisione tag team della AEW sia di assoluto valore, quindi qualcuno trova strano se non addirittura un errore promuovere Jericho e MJF, secondo me è invece una decisione che va di pari passo con la continuazione delle beghe interne del gruppo, e che offre sicuramente una sfida affascinante per un evento come REVOLUTION. Però sì, per il futuro sicuramente ci aspettiamo che Private Party, Santana & Ortiz, Lucha Bros, Top Flight, Acclaimed, Best Friends, Jurassic Express e compagnia al seguito, possano ricevere la palma di Tag Team Champions. Ma è un processo in corso, quindi tranquilli.

 

Sting e Darby Allin continuano la loro faida con il Team Taz con un altro scontro verbale a distanza. Intanto il TNT Champion deve concentrarsi su Joey Janela, che la settimana prossima dovrà affrontare con il titolo in palio. Match transitorio senza interesse particolare.

 

 

C’era l’hype giusto per il match tra Thunder Rosa e Dr. Britt Baker, D.M.D. (accompagnata dalla fedele Reba). E devo dire che è stato un match solido ed equilibrato, che la dentista ha portato a casa grazie anche a qualche mossa scorretta per assist della sua assistente, con l’arbitro che alla fine ha fermato il match dichiarando Baker vincitrice dopo che la rivale sembra aver perso i sensi. Risultato che ci sta, specie considerando quando sostengo, cioè che la vittoria definitiva della latina si consumerà a REVOLUTION. Dunque giusto concedere questo risultato a Baker.

 

Per il momento invece niente di speciale per la storia tra Matt Hardy e Adam Page. Vittoria facile contro il Chaos Project, che arriva grazie ad Hangman, a cui Hardy ruba il pin vincente prendendosi il tag. Con questo fatto sembra ovvia la scelta di Page, che vuole continuare a essere un Cowboy solitario, senza accettare alcuna proposta da chicchessia.

 

 

Il matrimonio di Kip Sabian e Penelope Ford. Cominciamo col dire che si è arrivati a questo sposalizio partendo la faida con un pretesto, quello del cabinato distrutto, che ancora trovo ridicolo e bambinesco. Ma signori, che divertente il segmento di questa celebrazione nuziale. Così lontana dalla canonica trasposizione a mo’ di telenovela vista proprio con Miro (all’epoca Rusev) in WWE. Più legata, e mi riferisco proprio al linguaggio utilizzato, prettamente al wrestling e alle sue sfaccettature. Father James Mitchell cerimoniere è un plus, per il resto allusioni varie e colpi di scena non mancano. Come Chuck Taylor che da fuori ring ammanetta il bulgaro (che non si accorge di nulla!?) col piede alla corda, e con Orange Cassidy che salta fuori dalla torta per vendicarsi di tutti i soprusi patiti da lui e dall’amico in questo periodo di Maggiordomo/Schiavo. Non servono ulteriori commenti, guardate il video per apprezzare tutto ciò.

 

 

Il Lumberjack Match tra Lance Archer e Eddie Kingston invece è andato come mi aspettavo. Incontro fisico e intenso, tante interferenze. Con da un lato una parte di lumbejacks schierata con uno e dall’altra con l’altro. È il MurderHawk Monster a spuntarla nonostante le intromissioni di Butcher, Blade & Bunny. Una vittoria che avrà più senso anche nel Main Event. E una sconfitta per il Mad King, che lo ricaccia più indietro nelle gerarchie.

 

 

 

Main Event dove si affrontano, in team, Kenny Omega in coppia con i Good Brothers e la squadra formata da Jon Moxley, PAC e Rey Fenix. Inutile parlare della bellezza del match, con nomi di questo calibro. Anche dal punto di vista narrativo un piacere per gli occhi. Si può, ma forse è banale, dire che alla fine gli ex Bullet Club sono più squadra e riescono a portare a casa il match con la Magic Killer dei Good Brothers ai danni di Fenix, schienato poi da Gallows. Ma prima parlavamo della vittoria di Archer in funzione di questo match, ebbene proprio lui (vittoria ancora più sensata per questo) arriva per attaccare Karl Anerdson, BIG LG e Omega, con quest’ultimo che dunque resta solo con Mox. Quando questi sembra essere lì per mettere le mani addosso all’AEW World Champion, viene attaccato a sorpresa da Kenta. L’ex Ideo Hitami, in faida con Moxley in NJPW, gli rifila una non perfetta, ma efficace (dai suvvia non stiamo sempre a vedere le cose non riuscite alla perfezione) Go To Sleep che chiude la serata.

 

Una sorpresa sì, non del tutto scioccante a mio avviso, visto che Moxley è l’attuale IWGP US Champion. Dunque si può vedere anche come uno scambio di favori tra le due promotion. Ma se vuol dire l’ennesima collaborazione (dopo quella con IMPACT) a medio-lungo termine tra la All Elite Wrestling e un’altra storica e famosa compagnia come la New Japan Pro Wrestling, allora possiamo solo aspettare per vedere come evolveranno le cose e quali altri protagonisti giungeranno dal Sol Levante per apparire in AEW.

 

REVOLUTION è a marzo, ma lo spettacolo è già iniziato.

 

Anche per oggi è tutto. Alla prossima.


Fight Planet Italia

AEW Pubblicato in data 30/01/2021

AEW DYNAMITE: Biz Cliz Reunion

Analisi DYNAMITE.

Nuovo appuntamento con la All Elite Wrestling. Andiamo a vedere cosa è successo questa settimana a DYNAMITE. Good Brothers e Young Bucks tornano e fare squadra a distanza di qualche anno, per affrontare una compagine di membri del Dark Order.

 

 

Show che si apre con la bella sfida tra Lance Archer e Eddie Kingston. Contesa fisica che vede Archer salire pian piano fino al punto che sembra vicino alla vittoria. Che non arriva per l’interferenza/distrazione causata da Butcher & Blade (trascinando Jake Roberts a terra sullo stage), con l’ausilio fondamentale di Allie/Bunny, che permette al Mad Man di vincere in modo scorretto mentre l’arbitro non si accorge di nulla. Buon feud, mi auguro si continui fino a REVOLUTION, dove ci starebbe una bella stipulazione speciale.

 

 

I promo di Sting sono sempre una garanzia, con Darby Allin sembra esserci un’intesa naturale. Ma d’altronde molto prima di approdare in AEW, The Icon aveva dichiarato di essere interessato a fare qualcosa con l’attuale TNT Champion. Non vedo l’ora che arrivi REVOLUTION!!
Anche se ho trovato imbarazzante il segmento dove il Team Taz distrugge quelli della bancarella del merchandising (tutto materiale di Sting e Allin). Davvero secondo me non aggiunge niente alla rivalità.

 

La Inner Circle sembra essere ancora dalla stessa parte. Anche se dopo la vittoria sofferta di Chris Jericho & MJF contro i Varsity Blonds (ottima performance per Garrison e Pillman Jr.), Sammy Guevara e MJF hanno avuto uno screzio che può portare qualche conseguenza. Dunque resta sempre lo stesso il tema, fino a quando i due saranno in grado di sopportarsi senza far succedere il finimondo? È uno degli aspetti più riusciti della federazione, che è riuscita a far rimanere il tutto interessante senza però stravolgere i personaggi.

 

 

Tutto fuorché interessante, invece, la faida tra Cody e Shaquille O’Neal. Che coinvolge Jade Cargill al fianco di Shaq, e Red Velvet in sostituzione di Brandi Rhodes. Prendiamola per quella che è, una trovata commerciale per attrarre pubblico usando il leggendario nome del buon vecchio Shaq, ma di certo almeno a me non genera alcun tipo di hype.

 

 

Il debutto di Ryan Nemeth mi ha fatto spesso sorridere. Mi aspettavo qualche omaggio al fratello Dolph Ziggker, ma non che in pratica usasse stesso ring attire e stesso moveset. Ma va beh, glie lo concediamo, augurandoci che riesca a avere lo stesso successo del fratello maggiore. La sfida con Adam Page non ha granché da dire, Hangman vince senza neanche troppe difficoltà.
Matt Hardy a fine match dà parole di conforto e supporto a Page, suggerendo un invito per entrare nella sua scuderia. Dopo aver rifiutato il corteggiamento del Dark Order, un’altra proposta per l’ex AEW Tag Team Champion. Mi auguro si esca in fretta da questa strada tortuosa presa con lui, o magari che serva a spostarlo verso una corsa a uno dei due titoli singoli.

 

 

Il match che più mi ha soddisfatto, narrativamente e per il lottato, è stato quello tra Jungle Boy e Dax Harwood. Con Wheeler, Blanchard e Luchasaurus ammetati l’uno all’altro e seduti a guardare. I due ragazzi hanno dato saggio della loro bravura, mostrando allo spettatore un mix tra la vecchia e la nuova scuola, riuscendo anche a trasmettere emotivamente il loro confronto. La vittoria di Jungle Boy per sottomissione inoltre, è un plus che trovo centrato per continuare questa faida. Che ha visto anche l’attacco di Wheeler e Blanchard al luchasauro, poi ammanettato alle corde e privato degli iconici corni. Marko Stunt, la SCU e i Top Flight giungono per salvare i due membri della Jurassic Express. Con REVOLUTION alle porte, è facile vedere dove si vuole arrivare, cioè un bel match in pay-per-view. Soluzione che mi piace e auspico diventi ufficiale.

 

Britt Baker cementifica la sua posizione in vista della sfida con Thunder Rosa, sconfiggendo un’arcigna Shanna che però deve arrendersi alla lockjaw letale della dentista. Che prosegue poi il suo attacco a fine incontro, proprio Rosa arriva dagli spogliatoi costringendo Baker a scappare. Pare ovvio si voglia andare verso una vittoria della latina, che nei vari segmenti settimanali, quasi sempre ha avuto la peggio.

 

 

E chiudiamo con il Main Event. Good Brothers e Young Bucks vs. Dark Order. Match piacevole, come sempre tutti i wrestler in gioco si ritagliano ottimamente il loro spazio. Dove nell’esaltazione generale dei due team, abbiamo una contesa davvero ben realizzata. L’alchimia delle due squadre è intensa e naturale, ne risultano tante combo ottimamente eseguite e uno spettacolo notevole, specie per chi predilige questo tipo di script. Sono gli ex membri del Bullet Club a vincere, nessuna sorpresa.
Come nessuna sorpresa dall’attacco (ai Bucks e ai GB) di Rey Fenix e Jon Moxley, che chiude la puntata con la Paradigm Shift su Kenny Omega che voleva attaccarlo alle spalle.

 

Un bell’episodio, dove si è costruito bene per continuare le storie in vista delle prossime puntate e del prossimo ppv.

 

Anche per oggi è tutto. Alla prossima.