AEW

di Roberto Rotonda - 28/03/2020

AEW DYNAMITE: Hardy is Elite!

Editoriale AEW

Nuovo appuntamento con la Alle Elite Wrestling. Andiamo a vedere cosa è successo questa settimana.

Partiamo dall’opener tra Cody e Jimmy Havoc. Niente di particolare, l’American Nightmare soffre il giusto portando comunque a casa la vittoria. A fine match è Jake Roberts, attraverso l’ennesimo promo video, a continuare la faida tra il suo assistito Lance Archer e il figlio dell’American Dream. Non siamo ancora nella fase calda del feud, aspettiamoci buone nuove.

Continua la crescita di Darby Allin, che sconfigge Kip Sabian dopo buon incontro. Non sono mancate le interruzioni da parte di Penelope Ford, che comunque non hanno evitato la sconfitta per il suo amato. Ottimo riempitivo.

Squash match per Jake Hager, che batte Chico Adams in un battito di ciglia. È sicuramente il ritorno di Jon Moxley a rendere la cosa più interessante. I due si scontrano, con l’AEW World Champion che ha la meglio. Molto probabile nell’immediato, match con il titolo in palio tra i due. Con Hager che credo, sarà un avversario di passaggio sul cammino ancora longevo del Campione.

Prima di dominare e vincere il suo incontro contro QT Marshall, Brodie Lee è protagonista di un segmento video dove scimmiotta Vince McMahon e la WWE. Pessima scelta, ripeto quanto sempre detto, se ci si concentra sempre sul voler cercare di mettere in ridicoli gli altri, non si cresce. L’Exalted One e la AEW fanno un passo indietro ricoprendosi a mio avviso un po' di ridicolo. Meglio concentrarsi sul costruire cose tue, invece che fare queste baggianate inutili.

Tutt’altro che inutile il match tra Kenny Omega e Sammy Guevara. Dove il canadese è chiamato alla difesa del suo AAA Mega Campeon Championship. Un match molto equilibrato e ben combattuto da entrambi. Come lecito aspettarsi, Omega difende con successo la cintura. Ottimo match riempitivo, che è anche l’ultimo della serata.

Che si conclude con il faccia a faccia tra Chris Jericho e Matt Hardy. Il primo tenta di convincere il secondo a unirsi alla Inner Circle. Dopo una serie di divertenti scontri verbali che coinvolgono all’inizio anche Vanguard, Hardy rifiuta cominciando a urlare il suo DELETE con l’ex World Champion che lo colpisce e riceve in cambio uno schiaffone che lo mette al tappeto. Arriva dunque, allo schioccare delle dita, Guevara a cui seguono gli arrivi di Cody e Omega in favore di Hardy. Che chiude in grande stile trasformandosi in una sorta di Kane, facendo uscire le fiamme sullo stage. La puntata finisce. Peccato l’assenza di pubblico, questo scontro verbale sarebbe stato epico con la gente presente.

Settimana senza colpi di scena o cose clamorose. Una discreta normale puntata, peccato l’assenza di match femminili.

Anche per oggi è tutto. Alla prossima.


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di Roberto Rotonda - 21/03/2020

AEW DYNAMITE: Exalted, WONDERFUL Night

Puntata clamorosa!

Effetto COVID-19 che va a “colpire” anche la Alle Elite Wrestling. Costretta a andare in onda da Jacksonville senza pubblico. Puntata tuttavia da catalogare tra le più clamorose della breve storia della giovane federazione. È Cody ad aprire lo show, in un momento particolare che si trasforma subito in un promo a cui fanno seguito gli arrivi di Matt Jackson e Kenny Omega, con quest’ultimo che dà il via ufficiale dell’inizio di DYNAMITE.

E il primo match è l’incontro di coppia tra i Lucha Brothers e i Best Friends. Ho trovato vincente la scelta di disporre da un lato dell’arena, in prima fila, gli heel e dall’altro i face a tifare per le rispettive controparti. Con MJF e Shawn Spears addirittura a scommettere soldi sui match. Cosa che resterà per tutta la durata della puntata. Incontro che è stato ben lottato e ha visto i messicani aggiudicarsi la vittoria, risultato che li riavvicina ai titoli. I migliori amici non hanno apprezzato le scorrettezze e hanno sfidato Pentagon e Fenix in una rissa nel parcheggio settimana prossima, cosa interessante.

Interessante parecchio anche il Fatal Four-Way femminile tra Hikaru Shida vs. Riho vs. Kris Statlander vs. Penelope Ford (con al seguito “Superbad” Kip Sabian). Con quest’ultima che ha fatto vedere le se sue capacità che finalmente la possono distanziare dal ruolo di valletta/fidanzata/manager del Superbad. Buon match, a cui mantiene fede il ranking, con la vittoria di Shida che si conferma come la più probabile sfidante al titolo detenuto da Nyla Rose. Colt Cabana anche è colpito dalla prestazione di Ford, a cui suggerisce di lasciar perdere Sabian che stizzito replica a Boom Boom che gli tira uno schiaffo. Mi piace, voglio vedere Cabana lottare stabilmente.

Altro tag team match. Jurassic Express (Luchasaurus e Jungle Boy) affrontano The Butcher and The Blade. Anche questo è un match che mi ha divertito. Con il gigante Luchasauro che alla fine è stato determinate, come spesso accade, per la vittoria finale del suo team. Arrivata grazie, e questo non l’avrei detto, alla distrazione di Butcher da parte di MJF che nel dargli degli ordini gli è costato il match. Un piccolo dettaglio da non trascurare per l’immediato futuro, che può far nascere nuovi scenari e rivalità.

 

Il Dark Order finalmente svelerà il suo Exalted One. Stu Grayson e Evil Uno sono sul ring per annunciare l’avvento del leader, Christopher Daniels li interrompe dicendo che è tutta una bugia e non c’è nessuno al di fuori di loro due. Parte un video con una voce che dice a Daniels che non è il primo a non credere in lui, ma sarà l’’ultimo. Si tratta di Brodie Lee, l’Exalted One è Brodie Lee. Il video finisce e quest’ultimo è sul quadrato per colpire il Fallen Angel. Lee altri non è che il Luke Harper della WWE, per chi non lo sapesse. Trovo perfetto questo ruolo per lui, proprio se analizziamo il suo passato da membro della Wyatt Family, è un charcater simile a quello del suo ex leader Wyatt e dunque per me ha la sua logica. Vediamo come saprà interpretarlo.

 

Jake Roberts fa sapere a Cody che il suo assistito farà in modo di avere la sua attenzione. Lance Archer non parla, un po’ a mo’ di Lesnar. Vedremo se l’impatto sulla federazione sarà lo stesso, Roberts microfono alla mano non ha nulla da invidiare a Heyman o a nessun altro. Scusate per l’accostamento, ma l’ho un tantino notato. Comunque mi piace questa coppia.

 

E arriviamo alla fine con il Main Event. The Inner Circle (“Big Hurt” Jake Hager, Santana and Ortiz, con “The Spanish God” Sammy Guevara) vs. The Elite (“The American Nightmare” Cody, con il coach Arn Anderson, Matt Jackson, e “Hangman” Adam Page, con Kenny Omega). Match caotico e molto fisico. La stable di Jericho vince e si aggiudica il vantaggio in vista di Blood & Guts. Sul finale proprio l’ex AEW Champion prende la parola e parla di svantaggio numerico a sfavore della Elite. Matt Jackson allora replica che si sbaglia, un drone comincia a circolare, Jackson fa sapere di aver chiamato uno che gli deve un favore, si sente un pianoforte suonare, dalla zona dove doveva essere circondato dal pubblico che immagino urlante di gioia, appare Matt Hardy. BROKEN Matt Hardy Is ALL ELITE! L’episodio finisce tra l’incredulità e la preoccupazione di tutta la Inner Circle. Fantastica pagina di narrativa, eccezionale.

Perfetta anche la scelta, BROKEN Matt non avrebbe avuto senso come leader del Dark Order secondo me, il Broken Universe si vende da solo, non ha bisogno di altri gruppi per essere veicolato. Meglio Lee, più in linea con la gimmick stable oscura, complice anche il suo passato come ho già detto.

La AEW tira fuori una perla di puntata nonostante tutte difficoltà del caso dovute all’assenza di pubblico. Dove non abbiamo avuto un match in singolo, e dove chi non si è esibito sul ring è stato comunque fondamentale per lo sviluppo e il successo dell’episodio. Gli incontri a squadre o multipli (come il fatal 4 way femminile) sono perfetti in questo momento, danno più vivacità alla puntata e la rendono più gradevole. A questo aggiungiamoci il fatto di avere avuto due momenti rivelatori che tra qualche anno ricorderemo come cose passate alla storia della compagnia, e il gioco è fatto.

Anche per oggi è tutto. Alla prossima.


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di Roberto Rotonda - 14/03/2020

AEW DYNAMITE: Inner Circle Rules!

Torniamo a occuparci di All Elite Wrestling.

Torniamo a occuparci di All Elite Wrestling. Una puntata che non ha regalato particolari stravolgimenti.

Si comincia con l’incontro tra Cody e Ortiz. Dove è da segnalare la presenza tra il pubblico di Jake “The Snake” Roberts e del suo cliente Lance Archer. L’American Nightmare vince per sottomissione. Viene salvato poi da Omega e Matt Jackson quando è Santana che prova a attaccarlo. Dagli spogliatoi fa capolino Jericho con il resto della banda che ha lasciato a terra sanguinante Nick Jackson, che lascia l’arena in barella. La Inner Circle affronterà prossimamente la Elite al completo, quindi build up funzionale in questo senso. Una mossa intrigante che prima o poi ci aspettavamo.

LA AEW Women’s World Champion Nyla Rose fa squadra con Bea Priestley nel match in cui affrontano Kris Statlander e Hikaru Shida. Un buon match che Rose e Priestley hanno vinto non senza qualche difficoltà. Il momento rimarchevole è il post-match nel quale la britannica ha colpito la Native Beast, imbracciando il titolo e lanciandole così la personale sfida. Cosa che trovo giusta, ci sta cominciare a dare spazio anche alle altre lottatrici, anche se credo non sia questo il momento in cui la campionessa sarà spodestata.

 

Christopher Daniels si prende gioco del Dark Order in un video davvero molto divertente. La stable comunque, più tardi nella serata, annuncia che settimana prossima finalmente l’Exalted One sarà rivelato. Era pure ora ci aggiungo io.

 

Match a squadre tra the Butcher and the Blade (con the Bunny) & MJF (con Wardlow) e Jurassic Express (Marko Stunt, Jungle Boy, and Luchasaurus). Contesa che si lascia guardare e che i cattivi si aggiudicano, con MJF fa cedere Stunt grazie alla sua patentata Salt of the Earth. Un più che buon riempitivo per intrattenere, ma niente di più. Non vedo sviluppi particolari.

Solita intervista/insulto per Britt Baker a cui risponde Big Swole. Non mi è molto piaciuto il riferimento ai rispettivi compagni, Adam Cole e Cedric Alexander. Coinvolgere personaggi di altre federazioni (in questo caso la WWE) per ricevere reazioni dal pubblico, lo trovo sempre come una sorta di punto debole. Tuttavia il fatto che la dentista ha versato il caffè su Swole è il segnale chiaro della nascita di una rivalità nuova. Speriamo ne esca qualcosa di buono.

Debutto ufficiale per la Death Triangle (Rey Fenix, Pentagon Jr., & “the Bastard” PAC) che ha la meglio, dopo un bellissimo match, del team formato “the Bad Boy” Joey Janela & Private Party (Isiah Kassidy and Marq Quen). Vittoria abbastanza scontata, che non riserva sorprese. A fine match arrivano anche i Best Friends con Orange Cassidy per soccorrere i rivali. Come ho già detto recentemente, visto tutti questi team, non sarei sorpreso se si decidesse per la creazione di titoli esclusivamente per squadre di tre elementi.

E chiudiamo con il Main Event. L’attesa per il partner misterioso di Adam Page in realtà non esiste. Perché Dustin Rhodes si fa carico della questione e obbliga in pratica Hangman a accettare lui come tag team partner. Un po’ deludente come cosa, mi aspettavo un bel colpo di scena, invece si è andati su una scelta semplice e banale. Comunque i due affrontano Chris Jericho e Sammy Guevara, con quest’ultimo che subisce il pin da Page che vince il match per il suo team. Poi è il caos con la Inner Circle che mette KO tutti membri della Elite e chiude la puntata come sette giorni fa, annientando i rivali. La stable capeggiata da Jericho continua, nonstante il suo leader abbia perso il titolo, a dominare le scene.

Come dicevo in apertura, episodio che non ha regalato particolari stravolgimenti. Senza Moxley, apparso solo via intervista con Jim Ross, comunque una discreta puntata.

Anche per oggi è tutto. Alla prossima.


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di Roberto Rotonda - 07/03/2020

AEW DYNAMITE: Un serpente tra le serpi

Primo DYNAMITE della Jon Moxley Era come AEW World Champion.

La AEW deve dare continuità dopo un REVOLUTION ottimo. Primo DYNAMITE della Jon Moxley Era come AEW World Champion.

E proprio Moxley apre la serata, mandando in visibilio i presenti, con un promo empatico e grintoso. Che viene interrotto da Chris Jericho, il quale nel suo unico stile da assoluta leggenda, ne ha per tutti. La sfida è lanciata comunque per il Main Event, laddove l’ex AEW World Champion e Sammy Guevara affronteranno Mox e Darby Allin. Jericho dice che se perde si autoesclude alla federazione per 60 giorni. Si parte più che bene, dando continuità alla rivalità che vede coinvolti non solo Jericho e Moxley, ma anche il resto della Inner Circle e Allin.

Continuiamo a attendere l’arrivo del famigerato Exalted One, che neanche questa settimana si è palesato. Nel frattempo il Dark Order, nella squadra formata da Evil Uno, Stu Grayson, John Silver e Alex Reynolds affronta il team composto da SCU (Christopher Daniels, Frankie Kazarian e Scorpio Sky) e dal neo acquisto Colt Cabana. Dopo un incontro caotico e ben lottato, è proprio Cabana a effettuare il pin vincente. Naturale evoluzione di quanto accaduto a REVOLUTION. L’arrivo del leader può essere il lancio definitivo della stable oscura che, ricordiamolo, è la #1 del ranking per quanto riguarda la categoria di coppia. Questo vuol dire che, credo, stanno preparando qualcosa di WONDERFUL.

Big Swole vince contro Leva Bates dopo un incontro che non passerà di certo alla storia. Non è un insulto, infatti è solo la constatazione di un fatto provato, cioè la costruzione di Swole che continua a poco a poco. Spazio televisivo e vittorie. Direi che è un buon segnale.

Avete presente quei wrestler capaci con un promo di entrare nelle grazie dei fan e nella testa dei rivali? Quei personaggi unici, con una eccezionale capacità di realizzare promo dalla natura psicologica di rara bellezza, e soprattutto credibili? Jake Roberts è uno di quei nomi. Uno di quei personaggi che sanno trasmetterti tutto, che riescono a coinvolgerti in maniera unica nella narrazione della storia. Il debutto a sorpresa nella AEW ne è stata ulteriore prova. Chiedere a un Cody rimasto senza parole. Chissà che cosa porterà l’arrivo di Roberts. Devo ammettere che mi sono emozionato a rivedere The Snake fare The Snake. Il modo con cui ha chiuso il segmento poi, da antologia, roba da insegnare nelle scuole di wrestling. Altro bel mattone messo nella costruzione di questa All Elite Wrestling che si fa sempre più interessante settimana dopo settimana. Un momento che è già da consegnare agli archivi storici della giovane compagnia. Poesia.

PAC sconfigge Chuck Taylor in un match che porta alla conseguente e inattesa nascita del trio rinominato Death Triangle, formato da The Bastard e dai Lucha Brothers. Arrivati a fine match per colpire Orange Cassidy. Al momento non capisco il perché di questa decisione, ma le prossime settimane daranno risposte. Comunque considerando il fatto che ci sono molti team all’interno della federazione formati da più delle classiche coppie, questo potrebbe portare alla creazione di titoli esclusivamente per squadre di tre elementi. La butto lì, altrimenti ci accontentiamo della faida Death Triangle vs. Best Friends, mica ci lamentiamo.

Jake Hager vince il suo match contro QT Marshall per sottomissione. Quando non molla la presa sul rivale, Dustin Rhodes sale sul ring e comincia una rissa che coinvolge anche Santana & Ortiz, Cody e Matt Jackson. Decisivo l’arrivo di Adam Page che dopo aver aiutato i buoni, mostra il dito medio a Matt Jackson e va a fare incetta di birre tra il pubblico. Altro capitolo molto ricco e ben costruito, con l’integrazione di tutte le parti in causa a dare continuità a un percorso che è cominciato settimane fa e è passato anche già da un primo step decisivo in ppv.

Il Main Event è stato un gioiello di storytelling. L’AEW World Champion si appresta a salire sul ring per il suo match, viene attaccato brutalmente da tre uomini mascherati (Hager, Santana & Ortiz) con la conseguente impossibilità a partecipare alla contesa. Darby Allin sfida, in quello che si trasforma in un Handicap Match, Sammy Guevara e Chris Jericho. Una performance che ancora una volta ci consegna un Allin eroico, che però non può niente contro lo svantaggio numerico e alla fine perde. Moxley va contro il parere dei medici e ritorna sul ring per attaccare tutti, ma nemmeno lui può far nulla, specie dopo aver subito quell’attacco iniziale. Arriva pure la tripla powerbomb che la Inner Circle gli somministra dalla rampa, scaraventandolo su due tavoli. In un chiaro riferimento al marchio di fabbrica che fu dello Shield, al quale il team di Jericho fa il verso, utilizzando il dito medio invece dei pugni. Notevole.

La AEW chiude così una puntata bella, in cui abbiamo visto anche Shawn Spears cercare un nuovo partner tramite una campagna social, e MJF proclamare l’intenzione di diventare nuovo AEW World Champion. Puntata che è riuscita a dare seguito a quanto visto a REVOLUTION in maniera molto buona.

Anche per oggi è tutto. Alla prossima.


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di Roberto Rotonda - 02/03/2020

AEW REVOLUTION: All Elite Moxley!

PPV che è stato sicuramente ottimo e non ha disatteso le aspettative.

Ben ritrovati con un nuovo appuntamento dedicato alla AEW. Oggi parliamo di AEW REVOLUTION. PPV che è stato sicuramente ottimo e non ha disatteso le aspettative.

Nel primo incontro Dustin Rhodes ha affrontato Jake Hager. Quest’ultimo al primo impegno in ring con la AEW. Match fisico e intenso, che ha visto anche il coinvolgimento della moglie di Hager, regalando così anche sani momenti d’intrattenimento. Ottimo opener, molto equilibrato, il membro della Inner Circle vince per sottomissione. Dustin resiste quanto può, offrendo nuovamente una performance notevole. Immaginavo vincesse l’ex Swagger, giusto così a mio avviso.

Passiamo da due veterani, a due giovani talenti. Il match tra Sammy Guevara e Darby Allin è stato incredibile. I due ragazzi non si sono risparmiati e hanno messo in scena davvero un bel racconto di lottato e narrativa. Non sono mancati gli spot per riscaldare ulteriormente il pubblico. Allin ha mantenuto le promesse fatte in queste settimane, sconfiggendo il rivale. Vittoria giusta, addirittura prevedibile direi. Ma nello sviluppo narrativo è stata la scelta migliore.

AEW World Tag Team Championship. The Young Bucks (Nick & Matt Jackson) vanno a caccia delle cinture detenute da Kenny Omega e “Hangman” Adam Page. Lasciando stare la parte lottata del match, che a questi livelli di assoluta qualità è anche trascurabile, vorrei soffermarmi sulla bellezza narrativa di questo incontro titolato. L’emozione data durante il match è stata, per me, molto coinvolgente. Non ricordo da quando non sentivo i booo per i Bucks, e che dire degli insulti via sputo di Page? Non è stata la classica sfida buoni contro cattivi, ma più il racconto di questioni personali e interne alla Elite. Ed è stato bellissimo. Omega e Page hanno vinto dopo una battaglia che è stata anche la più lunga dell’intera card dell’evento e, nonostante tutto quello che è successo nel durante, il primo alla fine ha stretto la mano agli avversari. Invece Hangman ancora una volta ha preferito declassare la proposta e andare da solo a farsi una birra. Lo spettacolo continua.

Altro match con cintura in palio. Nyla Rose difende l’AEW Women’s World Championship contro Kris Statlander. Minutaggio che sicuramente non ha aiutato a offrire un incontro da ricordare, e francamente questo un po’ mi ha deluso. Non è stato un brutto match, ma non mi ha dato quella sensazione di incontro da ppv. È stato più da DYNAMITE. La Native Beast ha difeso con successo senza non qualche difficoltà.

Da ricordare sicuramente la rivalità tra Cody e MJF. Che dopo mesi finalmente vanno l’uno contro l’altro. In una sfida alla quale non riesco a trovare nessuna pecca. Storytelling ottimo, cose old school, intromissioni e colpi proibiti. Minutaggio degno di un feud di questa portata. Se leggete i miei editoriali settimanali sapete bene come avrei voluto che finisse il match, e sono contento che sia andata a finire come suggerivo. MJF aveva bisogno di una vittoria nel suo stile di super cattivo figlio di P per andare a consacrarsi come figura da top card. Avevo anche detto che negare al pubblico la vittoria di Cody in questo momento forse sarebbe stato ingiusto. Ma è anche così che si crea lo starpower. Match molto bello sotto tutti i punti di vista, il mio preferito della serata, assieme al match per i titoli di coppia, forse più anche del Main Event.

Molto divertente l’incontro tra PAC e Orange Cassidy. Il King of Sloth Style ha fatto vedere di essere un vero wrestler, creando anche qualche apprensione al Bastard. Che viene “aiutato” nel successo finale dai Lucha Brothers, arrivati per colpire i Best Friends. Atmosfera particolare, venutasi a creare grazie a un pubblico che, sempre partecipe in ogni incontro, dà risalto a tutti i lottatori impegnati sul quadrato. Come detto è il britannico a vincere, ma questo era scontato. Il Freshly Squeezed non me la sento di dire che esce sconfitto da questa contesa, anzi, il vero vincitore in un certo senso è lui. Gran bel match di wrestling, con qualche accenno diciamo comedy che è tipico del character di Cassidy. Una piccola prelibatezza.

E chiudiamo questo editoriale con il match tra Chris Jericho e Jon Moxley. Le Champion mette in palio il suo AEW World Championship. Il Main Event, un qualcosa a metà tra il match di wrestling e la rissa da strada. In uno storytelling che ha saputo rispecchiare perfettamente il filo narrativo di questi mesi. Dove ancora una volta Le Champion ha provato con le sue armi, anzi con la sua arma, la Inner Circle, a rimanere Campione. E dove Mox, nonostante gli attacchi subiti dagli scagnozzi del Painmaker, si è reso protagonista di una storica prova che lo ha portato a laurearsi NUOVO AEW World Champion. Non mi ha sorpreso, nei miei editoriali ho sempre detto che tutti gli sviluppi avrebbero portato a questa conclusione. Si capiva, non è che ci volesse chissà quale genio. Match di buonissima fattura, narrativa eccellente che è riuscita nell’intento di creare empatia e sapere intrattenere. Cosa su cui non vi era alcun dubbio visto i due protagonisti. Un Jericho che a dispetto della non più verde età, riesce ancora a essere catalizzatore credibile del business, risultando ottimo performer magari avendo cambiato un po’ il suo stile rispetto al passato. Jon Moxley è ritornato a essere sé stesso dopo gli ultimi tempi in WWE, dove si vedeva che era spento e stava perdendo la voglia. La differenza tra Dean Ambrose e Jon Moxley c’è, si vede, anzi direi che c’è una distanza abissale tra i due. Tutta a favore di Mox ovviamente, che finalmente può essere il World Champion che il Lunatic Fringe è stato solo a tratti.

Solo applausi per questo evento, che ha segnato uno spartiacque per la storia della compagnia, che si pregia così del suo secondo Campione Mondiale. Consolidando fortemente la sua posizione nel panorama del pro-wrestling. In un percorso che ci auguriamo possa durare a lungo. E a fine marzo c’è Blood and Guts, così, tanto per farsi beffa del vecchio Zio Vince.

Anche per oggi è tutto. Alla prossima.


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